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3 differenze tra la dentosofia e le altre cure dentali

Ieri mio marito mi ha chiesto "Alla fine cosa differenzia questa cura che stai facendo con la dentosofia da tutte le altre cure dentali che si potrebbero fare?".
Ormai sono un'esperta riguardo a cure dentistiche, figuriamoci! Gli ho risposto facilmente e immediatamente.
Oggi, poi, ho pensato che un focus del genere, sintetico e concreto, possa essere utile anche a te, se ti trovi nella fase in cui devi decidere quale metodo e professionista scegliere per ripristinare la salute di denti e bocca.

1) Nella dentosofia si usa l'attivatore

Lo abbiamo già conosciuto in questo articolo, ma al di là di capire cos'è e come funziona, il punto è un altro: nella cura con la dentosofia l'attivatore si usa tutti i giorni - io lo sto portando anche adesso, mentre scrivo questo articolo.
Non è una cosa che il dentista fa provare una o due volte al mese, quando si va nel suo studio: è uno strumento che si utilizza nella quotidianità, in vari modi, e che proprio per questo è in grado di dare risultati impressionanti in tempi assolutamente brevi.

dentosofia cambrea

2) Nella dentosofia c'è un lavoro preliminare sulla salute dell'intestino

In una cura basata sulla dentosofia si va ad agire sulle origini dello squilibrio, non solo sul sintomo più superficiale - nel nostro caso, quello che si manifesta in bocca e ai denti.
E l'origine, quando si parla di malattie di bocca e denti, è sempre da ricercare in stomaco e intestino.

Nel mio caso, per esempio, stiamo procedendo così: prima abbiamo fatto una pulizia dei denti basilare; poi io ho cominciato una cura con dei probiotici per ripristinare l'equilibrio e il benessere del mio stomaco e intestino - cura che durerà diversi mesi; nel frattempo che l'uso dei probiotici va avanti, faremo una curettage, cioè una pulizia dei denti più profonda; e solo dopo un anno di questo trattamento all'origine del problema, andremo ad agire sui miei denti e sulla mia bocca con un intervento di tipo meccanico (perno, impianto o trapianto osseo) basandoci, tra l'altro, su come il mio corpo e sistema risponderà agli input di questo primo anno.

Tutto ciò in una cura dentistica tradizionale non succede, non è previsto, non è neppure valorizzato: nessun dentista classico riconosce concretamente l'importanza di questa gradualità, profondità e attenzione verso il preciso corpo della persona specifica - purtroppo.
Siamo tutti considerati simili alle macchine: il pezzo non funziona, si cambia il pezzo.
Ma la guarigione non funziona così, per lo meno quella umana - ormai lo sappiamo bene.

dentosofia stomaco intestino

3) Nella dentosofia, si viene messi al corrente dei significati psichici e archetipici sottesi alla malattia

Un dentista che usa la dentosofia fa questo perché è conscio del fatto che, se si vuole guarire al cento per cento, se si vuole attraversare la grande acqua della trasformazione profonda e radicale, allora bisogna vivere questo passaggio a tutto tondo, non solo nel suo aspetto carnale.
Perché?
Perché questo è l'unico modo per guarire davvero, e anche più velocemente.

Se non si fa così, o non si guarisce, oppure si guarisce momentaneamente ma poi lo squilibrio si ripresenta in altre vesti, talvolta anche nelle stesse di prima.
Che senso avrebbe? Non ci si cura, anzi questo atteggiamento è l'entrata certa nella cronicizzazione della malattia; si spendono un mare di tempo e denaro inutilmente; e in più si fa sprecare tantissima energia anche al dentista, perché lui vorrebbe curare i suoi pazienti, non metter loro una toppa qua e là e vederli zoppicare a vita.

dentosofia archetipi alchimia

7 consigli per uno stile di vita che promuova la salute della bocca

Premessa fondamentale: va bene cercare il miglior dentista in circolazione, spendere quantità impressionanti di denaro e usare i prodotti più all'avanguardia per prenderci cura dei nostri denti e gengive; ma senza un corretto stile di vita da parte nostra, durante la quotidianità, nulla servirà a raggiungere l'obiettivo.
Mettiamocelo bene in testa ed esercitiamoci ogni giorno ad amarci concretamente.

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1) Fuma quanto meno possibile

Lo so, sono stata una fumatrice anch'io ed, essendoci cresciuta insieme, l'automatismo c'è, la mente che torna lì, l'opzione che come una lampadina si accende in certi momenti particolari e tutti (ancora troppi) intorno a noi che fumano non ci facilitano, indubbiamente.
Ma è stupido, sappiamo bene che fumare ci distrugge i denti e le gengive, crea sacche colme di batteri che ci teniamo in bocca per ore e ore, e ci condanna al malessere, al disagio e al disamore verso noi stessi.
Che senso ha?
La strada sarà lunga, e anche per questo prima ci incamminiamo prima arriviamo.

2) Prenditi massima cura del tuo intestino

Il cibo industriale, l'eccessivo livello di stress e le diete standardizzate fanno male alla tua pancia; e se la tua pancia sta male di sicuro si ammalerà anche la tua bocca - sono strettamente connesse.
Scegli il più possibile cibi integrali e di stagione; mantieni un livello di stress stimolante e non opprimente; conosci te stesso e scopri qual è il regime alimentare giusto per te - non ne esiste uno unico buono per tutti.

3) Fai attività fisica (quasi) tutti i giorni

Chiaramente non è facile; nessuno ce lo ha insegnato e ci ritroviamo a essere degli adulti incapaci di prenderci degnamente cura di noi stessi e del nostro corpo.
Però, dopo un periodo di sforzo di volontà iniziale, io ti assicuro che il piacere e il beneficio sono così elevati e significativi, che fare esercizio fisico smetterà di essere un dovere e diventerà un immancabile rituale di benessere quotidiano.

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4) Sulla salute, ti conviene andare controcorrente

E' triste e fa arrabbiare ma è reale: la nostra è una società in cui la percentuale di persone malate supera di gran lunga quella degli individui sani. E non importa qual è l'età, perché a differenza della bugia di cui rischiamo di persuaderci, vecchiaia non vuol dire per forza malattia.
Per di più oggi sono talmente tanti anche i bambini e i giovani affetti da disturbi cronici, che una cosa dovrebbe essere chiara: l'educazione alla salute che ha circolato finora non funziona, non ha dato i risultati necessari a una buona qualità di vita, e devi boicottarla con decisione, se vuoi salvarti dalla rovina.
Cerca alternative, studia, informati, ascolta il tuo corpo e dialogaci profondamente; solo così ti potrai aprire un nuovo sentiero, migliore di quello vecchio.

5) Considera la tua psiche

Le dinamiche mentali ed emotive incidono in misura impressionante sullo stato di salute e sul benessere; se vuoi stare bene non puoi snobbarle né sottovalutarle, altrimenti ne pagherai le amare conseguenze.
Prenditi cura del tuo nutrimento sottile con la stessa sollecitudine con cui ti dedichi ai tuoi pasti; ti troverai un sistema energetico che ti sosterrà e proteggerà profondamente, proprio come fa il sistema immunitario a livello fisico.

6) La salute prima di tutto

La nostra cultura è basata quasi su un unico valore: la produttività. Tutto viene organizzato in funzione dell'obiettivo del profitto, e non è che la produttività sia sbagliata di per sé, il punto è che non può venire prima della salute!
Rielabora la tua scaletta di priorità e i tuoi valori in modo saggio e autonomo. Non farti trascinare dalla corrente nel vortice del disamore e della disumanizzazione; ricordati che la salute è la base di tutto, senza di quella non puoi fare nessun'altra cosa, nemmeno produrre.

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7) Siamo esseri umani, non fare il macellaio di te stesso

Purtroppo la medicina allopatica, sebbene sia favolosa nei casi limite, è abusata, e nel tempo ci ha insegnato a pensare a noi stessi come una serie di pezzi assemblati tra di loro, come delle macchine senz'anima che si possono aggiustare come qualsiasi macchina, cioè a pezzi: togliere il pezzo, cambiare il pezzo, aggiustare il pezzo, e così via.
Ma questo è semplicemente falso, è scientifico nel senso più stupido del termine.
Ricordati questo: ogni guarigione è sempre prima di tutto un recupero di una sfumatura e potenzialità della tua anima.
Non siamo né macchine né animali: siamo esseri umani, e solo rispettando e onorando appieno la nostra vera natura potremo crearci e mantenere una vita di salute e di benessere.

Dentosofia, attivatore e nervo sciatico

I denti sono il mio punto dolente fondamentale - in verità è l'intestino, cronicamente infiammato almeno da quando avevo quattro anni, a causa di un'alimentazione poco allineata con le mie caratteristiche personali, di uno stile di vita ancora troppo faticoso e stressante, e di una serie di vissuti emotivi che fino a qualche mese fa mi ostinavo fermamente a tenere tappati dentro di me.
Le condizioni dell'intestino determinano istantaneamente quelle di denti e gengive, e così io sin dall'infanzia sto avendo l'occasione di approfondire tale sapienza per una semplice ragione: mi sto prendendo cura di me stessa. Un'avventura incredibilmente entusiasmante che ho potuto intraprendere nella maniera che più mi si confà da quando ho iniziato ad abitare per conto mio (a 19 anni), fuori dalla casa dei miei dove tutte le abitudini malsane avevano preso corpo e non potevano essere superate - almeno non da me.

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L'approdo alla dentosofia

Dopo quasi quindici anni di diagnosi incomplete, cure anacronistiche e ortodonzie inefficaci e in alcuni casi addirittura dannose (un periodo portai una trazione che mi causò non pochi problemi alla cervicale), qualche anno fa sono approdata alla dentosofia; più che altro una mia amica me ne ha parlato entusiasta e io ne sono rimasta colpita.
Misi l'informazione nel cassetto mentale delle possibilità da tenere in considerazione, e proseguii oltre.

Qualche mese fa, poi, caso ha voluto che ho incontrato la Dott.ssa Maria Antonietta Cambrea, a un evento milanese di nome Incitement; mi ha colpito subito lo speciale mix di competenza, passione, umanità, nonché l'istinto naturale a condividere il proprio sapere, e così l'ho eletta a mia dentista ufficiale.
Le ho chiesto se l'intento fosse reciproco, se anche lei fosse disponibile ad accogliermi come sua paziente, e lei ha risposto affermativamente.
A gennaio ho iniziato il mio percorso con la dentosofia e, sebbene mi stia richiedendo tantissime energie, devo dire che me ne sta restituendo molte di più, quindi sono felice di aver preso questa strada.

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Dentosofia, attivatore e nervo sciatico

Maria Antonietta mi ha spiegato subito che i problemi che sto avendo da un paio d'anni a questa parte ai nervi situati nella parte sinistra del mio corpo (trigemino prima e sciatica poi), sono strettamente connessi ai movimenti della mia bocca: ho una situazione tale che, inconsapevolmente e in un modo impossibile da controllare, la parte inferiore della mia mascella continua a slittare un po' in avanti, e questo va a pizzicare una nervatura che si infiamma - e che rimane infiammata, visto che metto in atto questo meccanismo di continuo, senza accorgermene.

Da quando ho iniziato a usare l'attivatore, però, qualcosa di incredibile è accaduto - e dico "incredibile" perché è accaduto sin dal primo giorno in cui ho portato questo aggeggio durante la notte! I dolori al mio nervo sciatico sono drasticamente diminuiti!
Naturalmente ero impressionata: non mi aspettavo dei risultati tanto rapidi!
Di certo è bene che io vada avanti nella cura, sia perché questi dolori non sono ancora passati del tutto, sia perché il mio obiettivo è la piena guarigione, non solo dei denti ma anche dell'intestino e dell'anima, e per questo ci vorrà ancora tempo.
Però, di sicuro, per il momento sono impressionata dalla rapidità e precisione con cui questa cura sta facendo effetto; intendo andare fino in fondo, non capita tutti i giorni di incontrare un metodo così valido e una persona con la preparazione, l'abilità e l'intuito di Maria Antonietta Cambrea! Voglio godermi appieno questo regalo che la vita mi ha fatto, e condividerlo con quanti più individui possibile!

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Dentosofia, medici abilitati e coaching

Oggi voglio soffermarmi, insieme a te, sull'osservazione e interpretazione di un semplice dato di fatto: attualmente in Italia i medici abilitati all'esercizio della dentosofia sono 74. Tanti? Pochi? 74, punto.
Possiamo assumere un punto di vista ottimista, indossando quello che nel mondo del coaching viene chiamato "il cappello giallo", e così ci accorgeremo di una serie di cose. Ma possiamo anche cambiare punto di osservazione mettendoci il cosiddetto "cappello nero", e avremo modo di cogliere altri aspetti, che col cappello giallo e con quello bianco ("sono 74. Tanti? Pochi? 74, punto") non possiamo scorgere.



Coaching e dentosofia

In verità i cappelli, nel coaching, sono sei in tutto:
1) Cappello rosso: Ci permette di leggere la realtà attraverso il filtro delle emozioni, della passione, della vitalità e della voglia di vivere; è uno sguardo caldo, coinvolto, denso e ricco di fecondità.
2) Cappello giallo: E' quello con cui individuiamo tutte le opportunità nascoste in una determinata circostanza, i possibili vantaggi, i benefici, tutto ciò che di bello può accadere; è l'ottimismo, in buona sostanza.
3) Cappello nero: Con questo assumiamo l'ottica pessimista, quella che ci serve per prendere coscienza dei rischi, dei pericoli e delle possibili insidie che si celano in una certa situazione - è importante saperlo usare per proteggerci e sfruttare le risorse della mente critica.
4) Cappello bianco: Si tratta del punto di vista più freddo, basato sull'osservazione dei dati, sulla logica e sulla razionalità; si rivela preziosissimo, ad esempio, nella scienza e per tirarsi fuori da interpretazioni troppo contrastanti fra diverse persone o realtà.
5) Cappello verde: E' il punto di vista fecondo, quello che si utilizza nella creatività, quando vediamo tutti i potenziali sviluppi e margini di miglioramento di una certa opera, decisione o creazione, di ogni tipo - materiale, intellettuale, artistica ma anche umana, relazionale.
6) Cappello blu: E' il modo in cui guardiamo la realtà quando dobbiamo prendere decisioni, controllare, organizzare, gestire, compiere e realizzare; con questo punto di vista noi dirigiamo la nostra energia in una direzione piuttosto che in un'altra.

Questo esercizio di coaching viene utilizzato per stimolare le persone a essere talmente brave nell'arte della flessibilità da saper transitare da un punto di vista all'altro con scioltezza e libertà; solo in questo modo possiamo maturare un ottimo grado di elasticità mentale, che ci permette di prendere piena consapevolezza della realtà e di dialogare armoniosamente con essa - come ci insegnano gli studi sull'evoluzione della specie umana, infatti...

dentosofia medici abilitati

L'esercizio dei cappelli applicato alla dentosofia

1) Secondo me, è commovente il fatto che 74 dentisti con un background sicuramente tradizionalista - è l'unico che esiste e che è riconosciuto, nella scienza odontoiatra, in Italia! - hanno deciso di prendere il coraggio a due mani e di innovare questo settore, per offrire un servizio sempre migliore ai pazienti, e per lasciare ai posteri qualcosa che vada oltre ciò che abbiamo imparato nel secolo scorso.

2) Noi pazienti, così, abbiamo innanzitutto l'opportunità di scegliere liberamente - perché, in fin dei conti, è del nostro corpo che si tratta - il sistema di cura che preferiamo e riteniamo migliore, e in più possiamo guarire non solo il nostro corpo ma anche la nostra anima ed emotività; dall'altra parte, i dentisti alternativi hanno l'occasione di scoprire nuovi orizzonti e di distinguersi come dei grandi innovatori nel settore.

3) Il rischio è che questa odontoiatria olistica, in Italia, venga ostacolata, come succede per la Medicina Tradizionale Cinese (MTC), per esempio: potrebbe portare enorme giovamento in misura incredibilmente maggiore rispetto a quel che succede oggi, mentre viene limitata e boicottata proprio dalla casta medica, ahimè, che invece avrebbe solo da prendere e imparare da questo sistema!

4) I medici abilitati alla dentosofia, in Italia, oggi sono 74; vengono riconosciuti e approvati tutti dalla medesima associazione - non ci sono vari cappelli ma uno solo, rispetto a questo - ed esercitano per lo più isolatamente l'uno dall'altro, per ora non portano avanti un'opera comune, coordinandosi e mettendosi in rete tra di loro.

5) E' un periodo di rinascimento, questo, anche per i dentisti! La trasformazione che stiamo vivendo a livello sociale e collettivo sta toccando tutti gli ambiti, e nel settore dell'odontoiatria sicuramente la dentosofia si sta distinguendo per l'apporto di nuovi stimoli, punti di vista diversi e fecondi, l'apertura di porte e orizzonti che lasciano ben sperare in rassicuranti sviluppi e nel proseguimento del processo di evoluzione.

6) I 74 dentosofi che troviamo nell'elenco dei medici abilitati hanno fatto una scelta ben precisa, frutto di crisi e spaccature probabilmente; hanno preso una decisione che, da un certo punto di vista, li ha messi ai margini di una casta che resiste al cambiamento e che talvolta fa vero e proprio ostruzionismo, prendendo però una direzione che sarà proprio ciò che li farà distinguere e brillare agli occhi di tutti i pazienti, del presente e del futuro - alla fine della fiera sono loro che vanno soddisfatti, non gli altri medici.

dentosofia medici abilitati

Con la dentosofia curiamo l'anima, attraverso il corpo

La dentosofia recupera una parte della guarigione che anticamente era ritenuta importante, a cui era dato il giusto valore: la guarigione dell'anima.
Oggi noi siamo fin troppo presi dai ritmi frenetici della società globalizzata, siamo eccessivamente condizionati dall'approccio produttivo alla vita, e purtroppo bisogna dire che siamo quasi del tutto ignoranti su cosa sono il vero benessere, il vero progresso e la vera cura. E spesso in questo modo ci perdiamo il meglio della vita, ciò che ha più valore, proprio perché non siamo capaci di connetterci alla nostra anima, di sentire la sua voce e i suoi messaggi per noi.
Nell'antichità invece, pur non essendo né meglio né peggio di oggi sotto tutti i punti di vista, l'anima era ritenuta parte integrante del sistema persona, e seppur con mille limiti e ambiguità, era presa in serissima considerazione sia per la salute sia per la guarigione.

anima guarigione

Chi potrebbe negare che abbiamo un'anima che, quando soffre, crea problemi?

Nessuno, credo.
Pur non vedendola, pur non potendola toccare con mano, secondo me tutti sappiamo che l'anima è reale, che dimora da qualche parte dentro di noi, e che con lei noi abbiamo un dialogo - più o meno frequente, intenso e chiaro, a seconda di diversi fattori, ma ce l'abbiamo.
In determinati momenti della vita, poi, quando si verifica un avvenimento rivoluzionario come un matrimonio, un lutto, un viaggio importante o la nascita di un figlio, eccome se la percepiamo, l'anima!
Può parlarci come una vera e propria voce interiore, può mandarci delle sensazioni particolari, delle visioni, intuizioni, idee nuove e magari apparentemente folli, ma entra in contatto con noi e noi la sentiamo forte e chiaro.
E' proprio questa comunicazione che tenta di stabilire, l'anima, attraverso le malattie, ed è esattamente nel momento in cui ne diveniamo coscienti che iniziamo a facilitare attivamente il nostro processo di guarigione.

L'anima si manifesta anche attraverso la bocca, e la dentosofia lo sa bene

Vediamo un esempio.
Nel libro "Metamedicina - Ogni sintomo è un messaggio" di Claudia Rainville, alla voce gengive che sanguinano c'è scritto questo:

«Traducono una tristezza di lunga data, camuffata da un meccanismo di consolazione. Questi disturbi si ritrovano in coloro che, da anni, cercano di fuggire da una tristezza profonda rifugiandosi nell'alcool, nel cioccolato, nei dolci, nelle patatine fritte oppure nella seduzione, passando da un partner all'altro per non sentire la tristezza.
- Ho una vecchia tristezza, collegata a una perdita di una persona cara, all'impotenza provata davanti alla sofferenza di qualcuno che amavo, oppure perché ho subito la decisione di qualcun altro?»

E' evidente che la guarigione delle gengive sanguinanti passa anche attraverso la presa in carico di questo stato d'animo, e la marcia in più della dentosofia e dei dentisti alternativi che la usano consiste proprio nel saper interpretare e gestire anche questi vissuti profondi, oltre alla mera gengiva che non è altro che lo strato più superficiale del malessere della persona.

guarigione dell'anima

Un'esperienza con la dentosofia

La prima volta che ho sentito parlare della dentosofia era per caso: una donna completamente ignara ne aveva avuto un'esperienza a dir poco sorprendente! Successivamente, dopo che anch'io avevo iniziato una cura su me stessa con questo metodo di odontoiatria innovativa, mi sono ricordata di lei con gratitudine, così le ho scritto, per chiederle meglio e con più cognizione di causa quale fosse stata la sua storia con la dentosofia.

Ascoltare la sua testimonianza, per me, è stato interessantissimo perché mi ero persuasa del fatto che la mentalità del paziente fosse determinante perché i risultati si verificassero, soprattutto quelli più rapidi: pensavo che anche lui dovesse in qualche modo crederci, mentre le parole di questa donna mi hanno fatto realizzare che, nel suo caso, è bastata la fiducia verso il dentista, e la disponibilità a fare un banalissimo tentativo.
Per fortuna l'ha fatto!

dentosofia lecco milano varese

Ecco cosa ricorda Eleonora Lorenzini della dentosofia

1) Qual era esattamente il tuo problema, in bocca e/o coi denti?
Una semplice carie.

2) Come mai hai deciso di rivolgerti alla dentosofia e non all'odontoiatria tradizionale?
Hanno contribuito alla mia scelta una grande dose di curiosità e il fatto che lo specialista fosse amico di famiglia da sempre.

3) In quanto tempo hai iniziato a vedere i primi risultati significativi, e che risultati erano esattamente?
Dopo due mesi i denti cominciavano già ad allinearsi e durante la notte il sonno era più tranquillo.

4) In generale, consiglieresti la dentosofia? Se sì, perché?
Assolutamente sì! A tutti, in quanto consente di ottenere risultati visibili in breve tempo e aiuta a riconciliare la sfera emozionale con quella fisica.

5) Col senno di poi, quale differenza sostanziale hai riscontrato tra l'odontoiatria tradizionale e la dentosofia?
La differenza più eclatante è data dalla relazione che viene a crearsi con lo specialista, il quale assiste il paziente a largo spettro.

dentosofia lecco milano varese

I punti fondamentali che Eleonora ci aiuta a mettere in luce

- Anche in circostanze in cui il paziente non è un devoto alla medicina alternativa, anche quando non ci mette un proprio particolare investimento in termini di convinzioni e credenze, diversamente da quanto si potrebbe esser portati a credere, è la dentosofia stessa a persuaderlo, con i risultati!
- I risultati iniziano a palesarsi in tempi sorprendentemente brevi, e di solito vanno anche al di là delle aspettative del paziente.
C'è l'idea che i sistemi di cure olistiche, anche laddove funzionino, lo facciano sempre in archi temporali lunghissimi; la testimonianza di Eleonora, invece, ci dimostra che non è necessariamente così.
- La sfera emozionale viene coinvolta immediatamente, ed è proprio questo il tassello rivoluzionario e tremendamente efficace, rispetto alla metodologia dei dentisti tradizionali. Certo, il paziente deve essere aperto e disponibile in questo senso, e più lo è più collaborerà, e più collaborerà più i risultati saranno facilitati e velocizzati.

Dentosofia per il benessere della famiglia

Ti è mai capitato di dover convivere con un figlio in crisi? Con un bambino o un adolescente che, preda di stati d'animo ed emozioni distruttivi, coinvolge tutta la famiglia in un vortice di negatività?
Se ti è successo, se ti sei trovato a vivere in una situazione del genere, magari per anni o addirittura decenni, ho due notizie importantissime per te dal mondo della dentosofia:
1) il malessere di vostro figlio è lo specchio del malessere della famiglia intera;
2) con la dentosofia la guarigione è possibilissima!

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I denti hanno una memoria antica, degli avi vicini e lontani

Proprio così: il nostro corpo è un sistema molto più raffinato, complesso e magico di quel che crediamo, è capace di captare messaggi che provengono da centinaia di chilometri di distanza (da un'altra persona o dalla natura), ed è pure una banca dati pazzesca!
Nei nostri denti è raccontata una vera e propria storia, quella della nostra famiglia di sangue, dove ci sono i nostri genitori e i nonni ma anche i bisnonni e i trisavoli!
Tutte le gioie e i dolori, le ricchezze e le miserie, i legami e le rotture, i punti di svolta e i traumi più fondanti sono impressi lì, nella nostra bocca, e continuano a "mandare in onda" messaggi, scenari e possibilità che noi costantemente viviamo nell'inconscio, talvolta senza rendercene conto per niente.

E' bene, quindi, che sia una famiglia intera a farsi carico della condizione emotiva difficile di un bambino o di un ragazzo: perché è proprio dalla famiglia che deriva quello stato, profondamente, anche quando non lo si riesce a capire razionalmente, anche quando non sembra è sempre così.
Finché il figlio non taglia definitivamente il cordone ombelicale con un matrimonio o facendo un figlio a sua volta, funziona così; quando crea un nuovo nucleo affettivo separandosi, poi, quello che è stato è stato, e sarà solamente lui il responsabile del proprio benessere emotivo.
Fino a quel momento, però, genitori e nonni ne sono responsabili, e più si spendono per aiutare il giovane a ripristinare la condizione di benessere, più danno il loro giusto contributo al benessere dell'intero albero genealogico.

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Come può aiutare la dentosofia?

La dentosofia ha questa particolarità, rispetto all'odontoiatria tradizionale: non lavora solo sull'aspetto meccanico della salute ma anche su quello profondo, e non mira tanto a sistemare le cose dall'esterno ma a stimolare le capacità di auto-guarigione insite per natura in ogni corpo.

Con l'uso dell'attivatore e con gli esercizi abbinati, con la stimolazione della consapevolezza individuale rispetto alle dinamiche inconsce che hanno mosso la propria vita, il paziente stabilisce un dialogo intimo e sottile con le informazioni che gli dimorano dentro; si allea col proprio inconscio e con l'inconscio collettivo, in una certa misura, anche soltanto prestando il giusto ascolto e la dovuta considerazione a questa parte di sé attiva un processo di riequilibrio, che unito alle cure mediche riesce a garantire dei risultati portentosi e impressionanti - soggettivi ma comunque ottimi!

Quando tu come genitore accompagni tuo figlio in un viaggio del genere, sicuramente potrai comprendere solo fino a un certo punto ciò che lui vive e vivrà, come d'altronde succede sempre ed è giusto che sia; ciononostante sarai il suo mentore, colui che l'avrà portato fin sulla soglia, che avrà reso possibile questo passaggio epocale, e la persona a cui lui sarà immensamente grata, quando capirà la portata della guarigione che il suo stesso corpo ha reso possibile per la stirpe intera!
Non consiste esattamente in questo essere dei genitori meravigliosi?


Attivatore: uno degli strumenti base nella dentosofia

attivatore dentosofia

L'attivatore è uno dei primi mezzi che, nella dentosofia, viene usato e proposto per passare da una condizione di squilibrio, malessere o vera e propria malattia (talvolta anche grave), a una condizione di equilibrio, benessere e guarigione.
Si tratta di un aggeggio di gomma, che viene realizzato in base all'impronta della propria bocca, e che deve essere impiegato quotidianamente con grande impegno e dedizione da parte del paziente, con la promessa, però, di risultati sorprendenti!

Scopriamone alcuni:
- ripristino della corretta direzione dei vari denti che, per mille ragioni, negli anni hanno deviato verso altre strade;
- risoluzione delle problematiche più gravi connesse alla colonna vertebrale e, in generale, alla schiena (nervo sciatico, vertebre fuori posto, e così via);
- abbassamento significativo del livello di stress;
- netto miglioramento della qualità del sonno;
- recupero dell'equilibrio emozionale.

Questi sono solo una parte degli effetti, quelli standard, per così dire; poi ogni singolo paziente avrà anche dei benefici soggettivi, connessi alla sua situazione particolare e alle risorse che riuscirà a mettere concretamente in campo lungo questo cammino di disintossicazione e guarigione.

Attivatore: come si usa?

Si tiene in bocca con le labbra chiuse, in tre differenti fasi durante la giornata - ogni stadio è complementare rispetto agli altri due, e tutti insieme permettono al paziente un'attivazione completa ed efficace dell'intero sistema psico-fisico, a partire dalla stimolazione della bocca.

Le tre fasi sono queste:
1) Fase conscia, in cui l'uso dell'attivatore si va a combinare con la pratica di alcuni esercizi particolari (esercizi di concentrazione, respirazione, deglutizione e micro-movimenti), per pochi minuti ogni giorno.
2) Fase semi-conscia, in cui l'attivatore è da usare mentre si stanno facendo altre attività, le quali consentano comunque di essere in una situazione di privacy in cui non venga richiesto di parlare.
3) Fase inconscia, in cui l'attivatore si impiega durante il sonno.

Tutti e tre questi stadi sono essenziali in vista del risultato finale: il raggiungimento del massimo livello di guarigione, salute e benessere concretamente possibile per il paziente in questione.

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Attivatore, dentosofia ed emozioni

L'utilizzo dell'attivatore ha delle ricadute immediate sulla condizione emotiva della persona; a molti, istintivamente, viene da temere questo genere di reazione, ma la verità è che il processo che questo piccolo strumento va per l'appunto ad attivare è proteso direttamente al miglioramento, al benessere, alla salute psico-fisica e alla guarigione.
In altre parole, le ricadute che l'attivatore promette sono sempre e solo positive, non può essere altrimenti.

Noi, per cultura e spesso anche per ignoranza (nel senso che, finché qualcuno non ce lo dice o finché non lo leggiamo in un libro, articolo, e via dicendo, non possiamo saperlo), non ci rendiamo conto di due fatti fondamentali, nell'ambito della salute:
- il primo è che l'espulsione delle tossine, non solo fisiche ma anche emotive, avviene proprio tramite la malattia, il che vuol dire che la condizione che siamo soliti considerare come negativa e a volte tragica, paradossalmente è l'unica transizione possibile secondo natura, per passare da uno stato di squilibrio e malessere a uno di riequilibrio e benessere. Quindi, la malattia è esattamente l'inizio della guarigione.
- Il secondo fatto che spesso ignoriamo è che, emotivamente, l'emersione di stati d'animo quali, per esempio, la rabbia, la tristezza, la paura e altre condizioni che siamo abituati a definire come negative, in verità per la salute è parecchio migliore della NON emersione, o peggio ancora del rifiuto o della repressione. In altre parole, una persona emotivamente sana nella sua quotidianità transita con naturalezza e semplicità da un'emozione all'altra, sperimentandone ognuna con più o meno intensità a seconda del proprio carattere e delle circostanze esterne, ma di certo non vive un'esperienza di piattezza, aridità, eccitazione perenne, indifferenza o buonumore fisso - questi sono i sintomi che dovrebbero mettere in allarme, non la presenza di rabbia, tristezza e paura, che sono normalissime e naturali per un essere umano.

Perché scegliere la dentosofia - una testimonianza

Ecco alcuni ottimi motivi per cui una paziente in carne e ossa, per curarsi, ha scelto la dentosofia e non la classica odontoiatria tradizionale.
Ma prima una premessa fondamentale: questa paziente, una donna di 33 anni, diversamente da quel che si potrebbe esser portati a credere, ha una malattia gravissima nella sua bocca, una parodontite (quella che in passato veniva chiamata piorrea) a uno stadio particolarmente avanzato. Alla sua giovane età ha già perso due denti, e se non si cura con efficacia e risolutezza, rischia di perderne parecchi altri anche prima dei 50 anni!
Questa piccola digressione era necessaria per sottolineare il fatto che si rivolgono alla medicina olistica, alle cure alternative e all'odontoiatria naturale non solo le persone con sintomi leggeri e facili da guarire, ma anche chi si trova in condizioni ben più urgenti e ha bisogno di una vera e propria svolta.

perchè scegliere la dentosofia

#1 Ho dato ben 15 anni di chance ai dentisti classici; non solo non mi hanno curata, ma alcuni hanno addirittura fatto peggiorare la mia situazione

Questo è il primo motivo.
Chi, ahimè, almeno una volta nella vita non si è trovato a sentirsi deluso, amareggiato e demoralizzato dopo un'esperienza con la medicina, che non solo non ha dato i risultati sperati ma ha compromesso ulteriormente le condizioni di partenza?
Naturalmente i medici non fanno miracoli - nemmeno i dentosofi, se è per questo. E' il paziente che deve fare la parte più impegnativa, onerosa e rivoluzionaria: è lui che deve mettere in atto tutti i suggerimenti e le indicazioni che il dottore gli dà, modificando le proprie abitudini per passare dalla malattia alla guarigione, o introducendo delle nuove prassi che facilitino il benessere e rendano meno presente possibile il malessere.
E fin qui ci siamo.

Ma come la mettiamo per tutte le volte in cui il paziente è diligente, fa del suo meglio, si impegna, spende tempo, soldi ed energie per cambiare se stesso e la propria vita in direzione della cura, mentre all'origine c'è una diagnosi assolutamente errata, o un approccio di per sé fallimentare?
Nostro malgrado, di casi così ce ne sono fin troppi, se ne sente parlare in giro ogni due per tre - e quando ne va della nostra salute è bene informarsi per discernere meglio, visto che siamo noi a scegliere i nostri dottori, a decidere di chi fidarci, da chi farci aiutare a migliorare il nostro stato di salute.

Questa paziente è stata in cura presso dei dentisti tradizionali per ben 15 anni, e dopo aver constatato l'inefficacia dei metodi adottati ha scelto di cambiare ottica e strada, volgendosi verso la dentosofia.

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#2 Io non sono solo ossa, tessuti e pezzi di carne; sono una persona, un'anima, un bagaglio di storie, ed è proprio tutto ciò che crea il terreno fertile per la mia malattia

Inquietante, forse, eppure verissimo! Questo è il limite fondamentale della medicina allopatica, e quando ci si sbatte la faccia contro non per motivi filosofici e intellettuali, ma col proprio corpo (l'unico che abbiamo!) e la propria salute, non si può più far finta di niente.
I pazienti decisi a guarire lo sanno: quando si scopre di avere una malattia seria, di essere in condizioni gravi, ci si documenta, ci si vuole veder chiaro, si vuole andare fino in fondo alla questione - perché si vuole partecipare alla cura, si è determinati ad attraversare quel processo spaventoso ma basilare che porta a cambiare, a rinnovarsi, rigenerarsi, e in fondo anche a ritrovarsi.
E se hai letto l'ultimo articolo che abbiamo pubblicato, ora sai che la dentosofia in questo aiuta tantissimo.



Dentosofia: cos'è e in cosa si distingue dalla terapia tradizionale

Partiamo dal presupposto che definire la dentosofia come una terapia alternativa a quella tradizionale non è propriamente corretto.
E' più corretto affermare che la dentosofia è la naturale evoluzione del modo classico di curare i denti, e in generale la bocca.
Nella dentosofia vengono conservate con estrema cura tutte le tecniche che, nell'ultimo secolo, si sono rivelate efficaci, sane e capaci di facilitare il processo di guarigione della persona; allo stesso tempo, però, sono state eliminate o sostituite tutte quelle che al contrario, nel tempo, non hanno fatto altro che dimostrare i propri limiti - queste ultime modalità sono state eliminate o sostituite perché superate da tecniche migliori, più funzionali alla salute dei pazienti.

dentista moderno


La dentosofia è un modo di curare i denti moderno e al passo coi tempi

La medicina, infatti, così come tutte le scienze, continua sempre a evolversi: alcune conoscenze a abitudini vengono confermate come valide, altre invece vengono riconosciute come limitate o addirittura controproducenti - questo è normale, fa parte della scienza, che essendo una forma di sapere umano ovviamente è passibile di errori.
Tuttavia, molte pratiche vengono cambiate non perché sbagliate o malsane, ma semplicemente grazie alla scoperta di modalità che funzionano ancora meglio delle precedenti! Anche le prime, dunque, in una certa misura funzionavano, solo le seconde funzionano ancora meglio!
E' proprio questo che succede nella dentosofia: gli aspetti migliori dell'odontoiatria tradizionale risultano assolutamente preservati e utilizzati, ma si è andati avanti con l'evoluzione della scienza e per molti versi, cambiando, si sono ottenuti dei risultati migliori rispetto al passato.

Odontoiatria naturale, biologica, olistica

Tutte le scienze stanno attraversando questo passaggio verso l'olismo: l'incontro e la contaminazione con i saperi provenienti dall'Oriente ci ha fatto rendere conto del fatto che, sebbene una visione e un approccio parcellizzati delle parti del corpo e della loro cura possano rivelarsi utili ed efficaci in alcuni casi, la maggior parte delle volte, invece, riuscendo a cogliere la condizione di salute/malattia dell'insieme oltre che di una singola parte, è più probabile che si riesca a formulare una buona diagnosi, e di conseguenza a realizzare una terapia che guarisca.

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Più andiamo avanti nella nostra evoluzione culturale e più ci risulta chiaro ed evidente che tutto è connesso a tutto; nel nostro corpo avviene esattamente la stessa cosa.
La dentosofia, in relazione ai denti e alla bocca per esempio, ci mostra come i problemi che abbiamo in questa zona del corpo non riguardano mai solo questa, coinvolgendo anche stomaco e intestino, per dirne alcuni, così come la schiena e la colonna vertebrale.
Il punto non è qual è la causa e quale l'effetto; il punto è che non funzionano così le cose, e che la guarigione è tanto più probabile, rapida e duratura quanto più entriamo nell'ordine di idee che non dobbiamo concentrarci sul sintomo ma sul sistema. Più curiamo tutto contemporaneamente, prendendo in degna considerazione bocca, stomaco, intestino e schiena, ad esempio, più è probabile
1) che la guarigione avvenga,
2) che sia completa e profonda,
3) che il nuovo stato conquistato duri nel tempo.

E' una nuova visione, che prende le mosse dalla vecchia per svilupparla ulteriormente, per offrire maggiori possibilità di salute e benessere alle persone, ancora più globali e soddisfacenti di ciò a cui tutti noi siamo abituati.

Corpo, mente e spirito

Possiamo andare anche oltre: ormai è ampiamente dimostrato, anche dalla scienza stessa, che le emozioni e i pensieri hanno un ruolo chiave nello stato di salute delle persone.
Quanto spesso si sente dire "Non so come sia potuto succedere! Proprio a lui che aveva delle abitudini così sane!".
Ma chi sa cosa pensava, ogni santo giorno per ben ventiquattro ore al giorno, quella persona?
Chi lo sa quali erano le emozioni che prevalevano nella sua testa e che circolavano nel suo corpo?
Tutto ciò ha un'influenza determinante.

Ora, non vogliamo dire che un pensiero o un'emozione da soli siano in grado di uccidere; ma sicuramente una debolezza cronica del sistema immunitario ha molto a che fare col regno psichico ed emotivo, e altrettanto sicuramente, nel processo di guarigione, questo regno può fare la differenza, portando due persone che "sulla carta" appaiono in una condizione identica, a due risultati diametralmente opposti.
Ebbene, la dentosofia prende in considerazione anche questo sapere, riuscendo così a offrire opportunità molto maggiori di risoluzione dei problemi.

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BRUXISMO E STRESS

Bruxismo e stress: un approccio integrato

Ormai è noto che le patologie di non gravissima entità che accompagnano spesso la nostra esistenza possono avere cause squisitamente fisiche o possono rappresentare l’espressione di un nostro disagio emotivo inespresso: pertanto un approccio olistico è il più indicato per comprenderne la natura ed affrontarlo in maniera risolutiva.
Un esempio illuminante di quanto detto è rappresentato dal fenomeno del bruxismo, che colpisce percentuali elevate della popolazione adulta.



Il Bruxismo? cosa e’?

Il bruxismo è una parafunzione dell'apparato masticatorio, caratterizzata da movimenti di serramento e digrignamento dei denti.
Tale parafunzione può provocare nel tempo danni a denti, gengive, articolazione temporomandibolare, nonché dolori muscolari facciali e cervicali, cefalee o mal di testa. Tali conseguenze nel tempo possono peggiorare la qualità della vita; diventa quindi molto importante analizzare in che modo il bruxismo si manifesta e quali sono le cause al fine di individuare poi i più opportuni correttivi.


Il bruxismo può essere può essere distinto in:

• Bruxismo statico con serramento in cui il soggetto effettua una contrazione isometrica della muscolatura durante il giorno e ha la consapevolezza di mettere in atto tale comportamento;
• Bruxismo dinamico in cui il soggetto,digrignando, esercita una contrazione isotonica; generalmente, tale comportamento viene messo in atto di notte in maniera inconsapevole e il disturbo viene evidenziato non dalla persona che ne soffre, ma da chi gli dorme accanto e viene disturbato nel suo riposo!
Le cause principali, quali sono?
In caso di bruxismo primario, non se ne riescono ad individuare le cause; quando ci si trova di fronte ad un Bruxismo secondario, invece, le origini possono ricondursi a diversi fattori tra cui
• un problema neurologico,
• l’utilizzo di alcune tipologie di farmaci quali gli antidepressivi,
• l’abuso di anfetamine,cocaina, tabacco e alcool.
• malocclusioni dentali o rifacimenti inadeguati di cure odontoiatriche.
Talora un fenomeno di Bruxismo può essere associato anche a carenze nutrizionali, alla presenza di parassiti intestinali, ad allergie, a disturbi ormonali, a problemi di equilibrio posturale al rachide cervicale o alla zona pelvica.
Anche se più del 50% della popolazione presenta attività masticatoria notturna , non tutti soffrono realmente di Bruxismo ma fondamentalmente però, la maggior parte dei soggetti che ne soffrono presentano quasi sempre disagi legati ad un elevato livello di stress, ad un notevole livello di ansia ed ostilità nell'ambiente in cui vivono, e a cui sono esposti in maniera cronica.



Lo stress determina situazioni di bruxismo, in che modo ?

Molto spesso fenomeni di bruxismo si incontrano in persone timide e introverse, che hanno difficoltà ad esprimere i propri bisogni e desideri. Sono quindi abituati a reprimere le proprie emozioni, a non manifestare all’esterno i propri stati d’animo.
In tali situazioni fenomeni di bruxismo intervengono come valvola di sfogo, che l’individuo si concede nella fase del sonno, momento in cui, naturalmente, abbassa il proprio livello di guardia.
In definitiva, il soggetto “bruxa” per ridurre il suo stress, inteso come quale capacità specifica del soggetto di interpretare e vivere ciò che gli accade.
Data la frequenza di queste motivazioni alla base di fenomeni di bruxismo, questo viene sempre più considerato come un disturbo del sonno legato allo stato emotivo.

Come ci si accorge di avere il bruxismo?

Sempre nel caso di bruxismo durante il sonno, come già detto, ad accorgersi della patologia non è il diretto interessato, che la vive in maniera inconsapevole, ma qualcun altro che può osservarlo mentre dorme. Da un punto di vista medico, poi, per la diagnosi di Bruxismo si effettua un esame specifico, chiamato polisonnografia, un esame complesso, realizzato nei centri appositi durante il sonno e che prevede una serie di misurazioni (pressione arteriosa, elettrocardiogramma, ellettroencefalogramma, rumore respiratorio, posizione corporea).
In alternativa, si può applicare al paziente, una mascherina specifica, il cosiddetto "BruxChecker" che viene realizzata su misura con un modello in gesso, prendendo l'impronta della bocca del paziente che, usandola di notte a casa, consumerà determinati punti occlusali. Quando si riposiziona, successivamente, la mascherina (che è di colore rosso)nel modello di gesso (che invece è bianco), l’evidente contrasto per la differenza di colore metterà in risalto le zone usurate, consentendo una valutazione specifica. Inoltre si evidenzierà anche l'eventuale presenza di interferenze occlusali che il paziente tenderebbe ad autolimarsi con il digrignamento, al fine di procurarsi una maggiore libertà di movimento della mandibola .



Quali sono le possibili terapie?

Ad oggi le strade sono due: la prima, spesso proposta, prevede iniezioni di tossina botulinica. Con questo sistema si vanno a paralizzare i muscoli facciali. Se da un lato, si limita il fenomeno del digrignamento, il paziente, che in quel modo gestisce e “scarica” il suo stress, si troverebbe inibita questa possibilità e potrebbe cercare, istintivamente e a livello inconscio, un altro organo bersaglio sul quale scaricare la sua ansia, con il rischio di procurarsi, per esempio, una gastrite, una colite o addirittura, nei casi più gravi, un infarto.
In alternativa si può ricorrere ad un byte notturno confezionato appositamente: un apparecchio trasparente realizzato con delle resine particolari che, simile nella forma al paradenti degli sportivi,viene posto tra le arcate dentarie. Questo supporto permette alla mandibola ad assumere la posizione corretta.
È poi utile un intervento di più ampio respiro sulle cause del bruxismo, andando a identificare e tentare di eliminare i fenomeni stressanti. Infatti, è importante sottolineare che la patologia è in realtà il sintomo di un malessere più profondo e che eliminarne gli effetti non incide sulle motivazioni di base. Un’analisi sulle abitudini psico-comportamentali e un intervento per la riduzione il controllo dei fattori stressanti, e per una nuova modalita’ di epressione emozionale diventa la soluzione migliore che ha conseguenze dirette sulla complessiva qualità della vita.
Pertanto ogni caso va valutato singolarmente dal professionista del campo.

Dott. Maria Antonietta Cambrea


Introduzione al libro "Perché i figli della playstation hanno i denti storti"

In quali modi l’equilibrio del cavo orale si può legare all’equilibrio dell’essere umano, nella sua totalità di corpo-mente-spirito, e quindi a quello del mondo intero? La risposta può venire a diversi livelli, che si integrano e si completano l’un l’altro.

Quindici miliardi di anni fa tutto l’universo come ora lo conosciamo era racchiuso in una minuscola sfera. Spazio e tempo ancora non esistevano.
Poi, improvvisamente, questa sfera esplose: il tempo cominciò a scorrere, lo spazio a espandersi, la materia a fluire.
Possiamo ben dire di essere fatti della stessa sostanza delle stelle! Ma non condividiamo solo gli atomi con le stelle: alla base di ogni struttura, dalle galassie fino alla più piccola molecola di DNA, c’è la stessa organizzazione frattale. Siamo qui alle radici stesse dell’olismo.

Benoit Mandelbrot, il padre della geometria dei frattali, giunse alla loro scoperta osservando l’incongruenza tra mondo reale e geometria euclidea, fatta di figure e solidi ideali.
“…perché la geometria è così spesso descritta come ‘fredda’ e ‘arida’? - scrisse - Una delle ragioni sta nella sua incapacità di descrivere la forma di una nuvola, di una montagna, di una costa o di un albero. Le nuvole non sono sfere, le montagne non sono coni, le coste non sono cerchi, la corteccia non è liscia e il fulmine non procede per linee rette… Ho coniato la parola frattale dall’aggettivo latino fractus. Il verbo frangere significa spezzare, creare frammenti irregolari. E’ molto appropriato che fractus, oltre al significato di ‘frammentato’ (come in frazione e rifrazione), abbia anche quello di ‘irregolare’. Entrambi i significati sono conservati in frammento.”



I frattali sono figure geometriche molto particolari, dotate di svariate stupefacenti proprietà, tra cui quella dell’autosomiglianza: se osserviamo un oggetto frattale a diversi ingrandimento notiamo che è costituito da uno stesso motivo che si ripete all’infinito, sempre simile a se stesso, ma ogni scala di osservazione rivela nuovi dettagli e questi sono reminescenze di altri dettagli, che appartengono ad altre parti della struttura dell’oggetto, o alla stessa parte, ma a scala diversa. Questa proprietà implica che ogni singola parte contenga l’informazione della totalità dell’oggetto ed è uno dei principi dell’olismo: ogni parte è un’immagine del tutto e contiene le informazioni del tutto.
Il principio della frattalizzazione è stato riconosciuto alla base dell’autorganizzazione della Natura: dalla disposizione delle stelle nelle galassie giù giù fino ai regni minerale, vegetale e animale della nostra Terra. Nell’uomo esempi di organizzazione frattale sono bronchi e bronchioli, villi e microvilli intestinali, i neuroni con le loro ramificazioni dendritiche e, a livello molecolare, aggregati non cristallini come il collagene e il DNA.

Accanto a questi esempi morfologici, nel nostro organismo esistono anche organizzazioni frattali a livello funzionale. Tipico è il caso della frequenza cardiaca: il tracciato elettrocardiografico registrato per 3, 30 o 300 minuti mostra una sorprendente autosomiglianza. Anche i livelli ormonali e le onde dell’elettroencefalogramma seguono dinamiche di tipo frattale.
Ma esistono anche frattali informazionali: l’organismo proietta sulla superficie corporea svariate copie frattali di se stesso, il cui scopo è costituire una riserva di informazioni riguardanti lo schema del corpo, di cui codificano la struttura anatomica, lo sviluppo nello spazio e nel tempo e le funzioni di organi e sistemi.
Così si può spiegare l’efficacia dei punti di agopuntura e dei sistemi di microagopuntura: con l’ago, o con altre metodiche, andiamo ad agire sull’informazione codificata in una copia frattale dell’organo o della funzione su cui vogliamo intervenire.

Si deve a Jochen Gleditsch la scoperta, negli anni ’70 del secolo scorso, dell’agopuntura orale: un sistema olografico completo di somatotopie sulla mucosa del cavo orale, che mette in relazione denti, gengive, guance e labbra con tutti gli organi e le funzioni. L’agopuntura orale, attraverso questa rappresentazione frattale, permette di agire in senso sia diagnostico sia terapeutico sull’intero organismo: operando un riequilibrio dei punti orali si può ottenere un riequilibrio di tutti gli organi e le funzioni ad essi collegati.
E proprio le funzioni del cavo orale costituiscono un altro legame tra la bocca e il resto del corpo. La respirazione orale, la deglutizione patologica, la masticazione unilaterale causano non solo dismorfosi a livello della bocca, ma anche diverse patologie sistemiche, tra cui problemi otorinolaringoiatrici e oculistici, alterazioni posturali fino alla scoliosi, ritardi nell’apprendimento, cefalee e vertigini. Attraverso il riequilibrio delle funzioni, grazie alle metodiche della Dentosofia, otteniamo il riequilibrio dell’intero organismo e la scomparsa di questi sintomi
Ma c’è di più: se il cavo orale è in relazione con la totalità dell’essere umano, questo, da parte sua, è unito indissolubilmente all’ambiente sociale e naturale in cui vive.

Alla luce della teoria della complessità, gli organismi viventi sono sistemi complessi, formati da più sottosistemi integrati tra loro. Ciascuno di questi livelli (molecole, cellule, tessuti, organi, apparati, organismo) può costituire il campo di osservazione delle dinamiche della salute e della malattia: queste hanno una struttura frattale, sono cioè dotate di autosomiglianza ai differenti livelli di osservazione, e le dinamiche di ciascun livello sono direttamente legate alle dinamiche autosimili che ritroviamo al livello che lo precede e a quello che lo segue.
Ancora non basta: l’essere umano è un sistema aperto e può essere rappresentato come un sottosistema di un insieme più ampio, formato dalla famiglia, dalla società, dalla nazione, dall’ambiente, dal pianeta. E’ la rete della vita e anch’essa presenta una struttura frattale. Ecco un esempio: come il mercurio contenuto nella bocca inquina tutti i sottosistemi dell’organismo, fino a raggiungere le cellule e le molecole, il mercurio dell’ambiente, con dinamiche autosimili, inquina tutti i sottosistemi fino ad arrivare all’uomo.

In questa prospettiva frattale possiamo dire che in senso ascendente la salute delle cellule determina via via la salute di tessuti, organi, apparati, esseri viventi, famiglie, società, nazione, ambiente e pianeta. Ma esiste anche la direzione opposta: la salute del pianeta, attraverso tutti i sottosistemi, arriva a condizionare la salute delle cellule. Tutto è indissolubilmente legato e solo una prospettiva miope, incapace di cogliere i nessi, ha potuto far credere all’uomo che il proprio bene individuale fosse scollegato da quello degli altri e da quello dell’ambient