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Dentosofia: non è solo una questione meccanica

E' la solita storia: se una persona è alla ricerca di una soluzione che arrivi dall'esterno, non è interessata alla vera guarigione.
E' interessata a un palliativo, a una specie di dipendenza da una droga: è interessata a trovare una sostanza (anche la medicina lo è), una tecnica o una relazione che le permetta di non sentire il dolore, di evitare la crisi, di scappare dall'oscurità.

Tutto ciò va nella direzione diametralmente opposta a quella della guarigione.

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Ma la dentosofia, invece, mira proprio alla guarigione!

Come si coniuga il desiderio di stare bene (desiderio sano, legittimo e sacrosanto) con la necessità di passare attraverso un brutto tunnel?
In fondo è proprio ciò a cui ci invita la malattia, che come abbiamo visto nell'articolo "Dentosofia: fino all'essenza" è la guarigione: attraversare un momento di crisi, affrontare il buio che ci portiamo dentro, essere presenti a quel processo alchemico interno che ha del miracoloso, sì, ma non nel senso tossico del termine - non nel senso "Faccio questa cosa così non vedo, non sento ed elimino questa percezione che non mi piace"; non funziona così.

Soffermiamoci su alcuni aspetti ben precisi.

1) Non esiste nessun modo meccanico (sostanze, operazioni, persone, attività, tecniche o relazioni) che ha il potere di eliminare ciò che non ci piace, ciò che ci fa stare male, la sofferenza in generale.
Non esiste, è inutile che ci incastriamo giorni, mesi o anni a cercarlo: non esiste. L'unica cosa che esiste è drogarsi: di sostanze, cibi, alcolici, social media, shopping, relazioni d'amore ed euforia in generale. Ma questo atteggiamento non corrisponde allo stare bene: corrisponde a uno stato che si chiama dipendenza.

2) E' sano, legittimo e sacrosanto desiderare di stare bene, ma per raggiungere questo obiettivo veramente (invece di raccontarsela e raccontarla agli altri), in alcuni periodi bisogna attraversare un tunnel: paradossalmente, bisogna stare male, soffrire e un po' morire.
E' così, è una legge della natura, è una verità più grande di noi, non abbiamo nessun potere su di essa; non possiamo controllarla, ci trascende e ci siamo dentro fino al collo, che ci piaccia oppure no.
Non conviene accettare di dover attraversare questo benedetto tunnel oscuro, consapevoli che al termine ci aspettano una gioia, una soddisfazione e un benessere più grandi, profondi e duraturi di quelli che ci lasciamo alle spalle? Piuttosto che ostinarci a voler stare bene a tutti i costi (o fingere di stare bene?), nella certezza che in realtà né ci stiamo, né ci staremo mai continuando così?

3) E' solo una fase, passa - come tutto.
La malattia fa paura.
Il dolore fa male.
La sofferenza può essere angosciante, terribile, debilitante.
Ok: è vero, è proprio così.
Ma, se ci immergiamo profondamente in questo lago oscuro, dura poco; e anzi, con gli anni, via via che diventiamo sempre più abili a navigare in queste acque, dura sempre meno e ferisce sempre più superficialmente.
Non scalfisce la nostra vera essenza, non tocca l'anima (non a caso Anahata, il nome del chakra del cuore, significa non toccato): agisce solo sulla personalità. Soffriamo nella misura in cui siamo attaccati al nostro ego; ma se ci identifichiamo con un'identità più profonda, il dolore è lieve, effimero, comunque passeggero.
E, soprattutto, al di là del tunnel ci attende una vita tanto migliore di quella a cui siamo abituati!

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Dentosofia: non è solo una questione meccanica

C'è un punto, però: finché noi concepiamo la guarigione come un processo puramente meccanico (sostanze, corpo fisico, operazioni, ponti, protesi, apparecchi, macchinari e pure alimentazione), NON POSSIAMO GUARIRE.

Continueremo a dover convivere con quel male che da sempre cerchiamo di scacciare; saremo perseguitati da quel male, lo vedremo riflesso ovunque, nel nostro corpo, nel comportamento degli altri, nella società - dovunque.
Perché siamo noi quel male: siamo proprio noi a impedire a noi stessi di accedere al benessere, e lo facciamo esattamente cercando mille e uno modi di evitare quel tunnel.

Solo nel momento in cui accogliamo la vita, la naturalezza e il viaggio interiore per quello che realmente sono (cioè, misteriosi e al di fuori della nostra portata), iniziamo a guarire e a stare meglio.
Solo quando accettiamo di dover scendere in profondità, toccare, sentire e cavalcare il drago; solo allora dentro di noi si accende di nuovo e ancora una volta quella forza sovrumana che essendo meramente uomini NON SI PUO' avere: bisogna essere anche un po' animali, per attivarla.
Perché è una forza animale: è ancestrale, è quella che alcuni sciamani chiamano Pachamama: lì risiede il potere di guarigione, di certo non nella forza di volontà.
O meglio: quando la forza di volontà accetta di dover cooperare con la forza della natura, allora sì che è il top! E la dentosofia è un modo per accedere a questo top.

PS. Non per spaventarti, ma anzi, per proteggerti: più rifiuti il tunnel più il tunnel ti inseguirà, e sarà sempre più buio, spaventoso e pericoloso. Uomo avvisato...

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