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Dentosofia e inconscio

Dentosofia e inconscio: vari gradi di collaborazione?

Quando ho iniziato il mio percorso di guarigione con la dentosofia, la D.ssa Cambrea mi aveva avvisata: il mio inconscio avrebbe potuto non cooperare con la mia scelta consapevole. Avrebbe potuto boicottarla, per esempio facendomi sputare l'attivatore fuori dalla bocca mentre dormivo - quando bisognerebbe tenerlo dentro tutta la notte, fino alla mattina al risveglio.
La Dottoressa mi spiegò che a molte persone occorrono diverse settimane, prima di riuscire a tenere l'aggeggio gommoso in bocca per tutte le ore necessarie; mi suggeriva di stare serena nel caso fosse accaduto anche a me, perché sarebbe stato normale.

Onestamente non mi successe: dalla prima volta che misi l'attivatore in bocca, rimase lì fino alla mattina dopo.
Così scrissi a Maria Antonietta e le dissi "Il mio inconscio ed io abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto"!

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Inconscio: buono o cattivo?

Le nostre credenze e il nostro approccio intimo alla guarigione incidono in modo determinante sul tipo di processo che si avvia.
Nel mio caso, ad esempio, sono sicura al cento per cento del fatto che fu decisiva una mia convinzione in particolare: che l'inconscio è più saggio del conscio, e che ci porta sempre nella migliore direzione possibile per noi e per il nostro bene.
Non vivo conflitti tra la mia parte irrazionale e profonda, e quella volitiva della personalità per una ragione semplice ed estremamente pratica: la seconda si adegua alla prima e la serve.

L'inconscio ha in sé la saggezza della natura, millenni di storia ed evoluzione sul pianeta Terra, le memorie di triliardi di crisi e malattie attraversate e superate; che ne può sapere la consapevolezza di tutto ciò? Quasi niente, è ovvio.
La consapevolezza, nei confronti dell'inconscio, è come un arrogante giovincello davanti a un'anziana signora: non vale neppure la pena rispondergli, basta guardarlo con empatia e tenerezza e pensare come tutti i genitori "Crescerà".

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Guarigione profonda

Per guarire davvero, i denti e la bocca come qualsiasi altra zona del corpo - e soprattutto per evitare che la malattia si presenti di nuovo in mille forme diverse e per lunghi anni - dialogare con l'inconscio è fondamentale.
Ma non per dirgli
"Devi fare così",
"Bisogna andare per di là" o
"Vuoi smetterla di sabotarmi, per piacere?".

Al contrario, l'atteggiamento più favorevole alla guarigione prevede domande e affermazioni come
"Cosa stai cercando di comunicarmi esattamente?",
"Quale/i cambiamento/i devo realizzare per tornare in salute?",
"Mi dai un segnale chiaro, per favore, quando individuo la direzione giusta?".

L'inconscio è il nostro più grande Maestro; riconoscerne l'autorità, rispettarla sin nell'intimo e onorarla concretamente è il primo grande passo per tornare e restare in salute.

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Illustrazione di Dominique Signoret

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