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Dentosofia: cosa dicono i pazienti

Naturalmente chi si trova male tende a non scrivere una recensione sulla pagina Facebook.
Ma ci sono due fatti ben precisi da considerare:
1) quando un servizio non funziona, la metà della colpa è di chi ne usufruisce, e di solito questa persona non lo ammette, soprattutto se si tratta del paziente di un medico che da questo si aspetta di essere salvato;
2) resta valido notare le regolarità presenti nelle recensioni che seguono, che ho debitamente evidenziato con dei chiarissimi grassetti.

E' interessantissimo rendersi conto, infatti,
a) di cosa apprezzano di più i pazienti;
b) di cosa contribuisce, effettivamente, a metterli nella condizione di attivare e sostenere nel tempo il proprio processo di guarigione. Se metà della colpa di quando un servizio non funziona è di chi ne usufruisce, infatti, sempre suo è metà del merito di quando funziona. Ma chi offre il servizio può facilitare o rendere più difficile l'attivazione o meno delle risorse necessarie - soprattutto se si tratta di un medico, che ha a che fare con delle risorse così profonde come quelle dell'auto-guarigione.

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Dentosofia: testimonianze dai pazienti

Mario Durbino scrive "Ho avuto la fortuna di conoscere la Dr.ssa Maria Antonietta e ammiro la sua professionalità, umanità ed empatia".

Sara Manfroi: "Estrazione del dente del giudizio andata perfettamente! Massima professionalità e personale magnifico. Mi hanno trasmesso molta tranquillità durante tutta l'operazione. Che dire... 10++++".

Sonia Curcio: "La Dr.ssa Maria Antonietta è un MEDICO di una competenza e di un'umanità più uniche che rare!".
Oltre alla serietà che dimostra nella sua professione, mette davanti quello che a volte viaggia a pari merito, che è la passione per il suo lavoro, il cuore che mette nello svolgere questa "missione", l'attenzione e l'amore verso i suoi pazienti.
Il rapporto umano fa sempre la differenza... è straordinaria!
Una chiaccherata con lei poi... è illuminante!
5 punti a una GRANDE professionista ed una GRANDE donna!".

Miriam Compiani dice "Conosco Maria da neanche un anno. E' una persona umana, una eccellente professionista, etica, motivata e super preparata. E' una vera coach della salute, molto scrupolosa e umile attenta ai dettagli. Ringrazio Dio di averla conosciuta".

Elisa Melotti: "Non sono mai stata nel suo studio, ma ho conosciuto lei!! Una donna eccezionale, ultra competente in ogni materia, capace di capire davvero le persone al primo sguardo e di trovare sempre un modo per aiutarle ad aprire gli occhi finalmente!! Per me le sue consulenze sono state a dir poco illuminanti!!".

Monica Marson: "La Dr.ssa Maria Antonietta Cambrea è per me una persona speciale e profonda. Lei mi ha dato un concreto aiuto nella cura della mia fibromialgia. La ringrazio per la sua generosità e disponibilità, nel saper analizzare i disturbi non in modo settoriale ma spaziando a 360°, atteggiamento ormai raro".

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Emanuela Alberghini: "Conosco Maria da poco meno di un anno e da subito c'è stato feeling. Nel suo lavoro è estremamente preparata, professionale, scrupolosa e precisa. A livello umano dimostra una sensibilità, discrezione e un'attenzione sopra la norma. Mi sono avvicinata a lei sia per un trattamento di alcuni denti, che anche per conoscere qualche cosa in più della dentosofia, disciplina in cui lei eccelle. Con lei mi si è aperto un mondo nuovo con il quale da subito ho tratto grande giovamento".

Gio Hans Bell: "Ho trovato competenza, professionalità, capacità... doti sempre più rare in un mondo di prestazioni veloci, spesso approssimative e impersonali. Vale la pena di fare qualche chilometro per avere una sicurezza che i lavori sono fatti con la massima competenza possibile. Complimenti alla Dott.ssa Maria Antonietta Cambrea che è riuscita a costruirsi tutto questo".

Monica Cornaggia dice "Entrando in questo studio si ha modo di conoscere una donna straordinaria, molto professionale e attenta a moltissime questioni legate al proprio paziente... Non è una semplice dentista che si sofferma solo sull'aspetto della bocca ma va oltre pensando all'insieme di tante cose... Guardandola anche oggi mentre svolgeva il suo lavoro su mia figlia, mi rendo conto e ne sono certa che non potevo avere persona migliore di lei... I risultati li ho visti e continuo a vederli: vedere la bambina serena e con la voglia di tornare da lei non è da tutti... E' il risultato della sua passione nello svolgere il suo lavoro e questo i suoi pazienti lo sentono!!!"

Giovanni Porreca: "Se volete incontrare una Professionista di alto livello, allora vi raccomando vivamente di fare un'esperienza con la Dr.ssa Cambrea.
Conosco bene Maria Antonietta tramite i miei seminari che tengo ogni anno in Italia e all'estero, e posso dire che lei va al di là delle capacità e competenze che trovate in un medico ordinario.
La sua grande preparazione, la passione, sempre costante e continua, la porta a valutare e risolvere in modo pratico e concreto le sfere in assoluto più importanti e complesse per il nostro benessere fisico, psichico ed emotivo. La sua capacità di ascolto va oltre quello comune, le permette di aiutare la persona in modo concreto. E' sempre un piacere confrontarsi e collaborare con Maria Antonietta e sono convinto che qualsiasi persona abbia la possibilità di conoscerla possa ritenersi una persona fortunata".

Fabio Abbiati: "Tutti gli interventi sono stati eseguiti con la massima precisione e professionalità.
Una persona molto disponibile che dimostra di avere la passione per il proprio lavoro che svolge in maniera impeccabile".

Perché scegliere la dentosofia

C'è bisogno di aggiungere altro?
E considera che si tratta di 11 recensioni su 27 pubblicate - quindi quasi il 50% - e che una ho evitato di metterla perché è la mia.
Se 2+2 fa ancora 4... A buon intenditor poche parole!

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Dentosofia: non è solo una questione meccanica

E' la solita storia: se una persona è alla ricerca di una soluzione che arrivi dall'esterno, non è interessata alla vera guarigione.
E' interessata a un palliativo, a una specie di dipendenza da una droga: è interessata a trovare una sostanza (anche la medicina lo è), una tecnica o una relazione che le permetta di non sentire il dolore, di evitare la crisi, di scappare dall'oscurità.

Tutto ciò va nella direzione diametralmente opposta a quella della guarigione.

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Ma la dentosofia, invece, mira proprio alla guarigione!

Come si coniuga il desiderio di stare bene (desiderio sano, legittimo e sacrosanto) con la necessità di passare attraverso un brutto tunnel?
In fondo è proprio ciò a cui ci invita la malattia, che come abbiamo visto nell'articolo "Dentosofia: fino all'essenza" è la guarigione: attraversare un momento di crisi, affrontare il buio che ci portiamo dentro, essere presenti a quel processo alchemico interno che ha del miracoloso, sì, ma non nel senso tossico del termine - non nel senso "Faccio questa cosa così non vedo, non sento ed elimino questa percezione che non mi piace"; non funziona così.

Soffermiamoci su alcuni aspetti ben precisi.

1) Non esiste nessun modo meccanico (sostanze, operazioni, persone, attività, tecniche o relazioni) che ha il potere di eliminare ciò che non ci piace, ciò che ci fa stare male, la sofferenza in generale.
Non esiste, è inutile che ci incastriamo giorni, mesi o anni a cercarlo: non esiste. L'unica cosa che esiste è drogarsi: di sostanze, cibi, alcolici, social media, shopping, relazioni d'amore ed euforia in generale. Ma questo atteggiamento non corrisponde allo stare bene: corrisponde a uno stato che si chiama dipendenza.

2) E' sano, legittimo e sacrosanto desiderare di stare bene, ma per raggiungere questo obiettivo veramente (invece di raccontarsela e raccontarla agli altri), in alcuni periodi bisogna attraversare un tunnel: paradossalmente, bisogna stare male, soffrire e un po' morire.
E' così, è una legge della natura, è una verità più grande di noi, non abbiamo nessun potere su di essa; non possiamo controllarla, ci trascende e ci siamo dentro fino al collo, che ci piaccia oppure no.
Non conviene accettare di dover attraversare questo benedetto tunnel oscuro, consapevoli che al termine ci aspettano una gioia, una soddisfazione e un benessere più grandi, profondi e duraturi di quelli che ci lasciamo alle spalle? Piuttosto che ostinarci a voler stare bene a tutti i costi (o fingere di stare bene?), nella certezza che in realtà né ci stiamo, né ci staremo mai continuando così?

3) E' solo una fase, passa - come tutto.
La malattia fa paura.
Il dolore fa male.
La sofferenza può essere angosciante, terribile, debilitante.
Ok: è vero, è proprio così.
Ma, se ci immergiamo profondamente in questo lago oscuro, dura poco; e anzi, con gli anni, via via che diventiamo sempre più abili a navigare in queste acque, dura sempre meno e ferisce sempre più superficialmente.
Non scalfisce la nostra vera essenza, non tocca l'anima (non a caso Anahata, il nome del chakra del cuore, significa non toccato): agisce solo sulla personalità. Soffriamo nella misura in cui siamo attaccati al nostro ego; ma se ci identifichiamo con un'identità più profonda, il dolore è lieve, effimero, comunque passeggero.
E, soprattutto, al di là del tunnel ci attende una vita tanto migliore di quella a cui siamo abituati!

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Dentosofia: non è solo una questione meccanica

C'è un punto, però: finché noi concepiamo la guarigione come un processo puramente meccanico (sostanze, corpo fisico, operazioni, ponti, protesi, apparecchi, macchinari e pure alimentazione), NON POSSIAMO GUARIRE.

Continueremo a dover convivere con quel male che da sempre cerchiamo di scacciare; saremo perseguitati da quel male, lo vedremo riflesso ovunque, nel nostro corpo, nel comportamento degli altri, nella società - dovunque.
Perché siamo noi quel male: siamo proprio noi a impedire a noi stessi di accedere al benessere, e lo facciamo esattamente cercando mille e uno modi di evitare quel tunnel.

Solo nel momento in cui accogliamo la vita, la naturalezza e il viaggio interiore per quello che realmente sono (cioè, misteriosi e al di fuori della nostra portata), iniziamo a guarire e a stare meglio.
Solo quando accettiamo di dover scendere in profondità, toccare, sentire e cavalcare il drago; solo allora dentro di noi si accende di nuovo e ancora una volta quella forza sovrumana che essendo meramente uomini NON SI PUO' avere: bisogna essere anche un po' animali, per attivarla.
Perché è una forza animale: è ancestrale, è quella che alcuni sciamani chiamano Pachamama: lì risiede il potere di guarigione, di certo non nella forza di volontà.
O meglio: quando la forza di volontà accetta di dover cooperare con la forza della natura, allora sì che è il top! E la dentosofia è un modo per accedere a questo top.

PS. Non per spaventarti, ma anzi, per proteggerti: più rifiuti il tunnel più il tunnel ti inseguirà, e sarà sempre più buio, spaventoso e pericoloso. Uomo avvisato...

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Dentosofia, medicina olistica, medicina integrata

Negli ultimi decenni sta prendendo sempre più piede la cosiddetta medicina integrata - in passato veniva chiamata medicina olistica o medicina alternativa, oggi la coscienza collettiva sta cambiando, insieme alle parole che utilizziamo per descrivere il processo in questione.

Medicina integrata perché al suo interno si integrano, per l'appunto, più sfere: il corpo umano non è considerato più un insieme di pezzi inanimati assemblati tra di loro, non si dà più tanto peso all'aspetto meccanicistico, ma si sta passando sempre di più a una considerazione globale dell'essere umano, come composto di materia, psiche e spirito.

La dentosofia rientra a pieno regime in tale definizione, in quanto sin dal principio prevede questa concezione dell'individuo che, fra l'altro, è ritenuto anche in perfetta integrazione, a sua volta, con l'ambiente (naturale e culturale) e con il cosmo.

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Curarsi e guarire: c'è differenza

Qualche giorno fa ascoltavo una professionista raccontare dell'etimologia di queste due parole: curare e guarire.
Ne sono rimasta così impressionata che ho continuato a rifletterci per giorni; la trovo davvero illuminante!
Per dirla sinteticamente, sia il curare sia il guarire hanno a che fare con l'osservare, ma mentre la prima parola rimanda più a un prendersi cura, la guarigione indica un proteggere, un salvaguardare qualcosa di prezioso.

In particolare, dall'etimologia si evince che si passa dal curarsi al guarire nel momento in cui si accende una luce dentro - luce che la professionista in questione, in particolare, chiamava coscienza.

In altre parole, anche la medicina più "scientifica", anche tutti i medici abituati ad affidarsi ai farmaci allopatici, stanno realizzando con sempre maggiore convinzione il fatto che per superare la malattia e ripristinare la condizione di benessere, c'è bisogno di un'attivazione interiore, tanto da parte del dottore quanto da parte del paziente.
Deve accendersi una luce dentro, e questa luce trascende il corpo e la materia, va al di là di cure, alimentazione e abitudini di routine: travalica il piano materiale e raggiunge una coscienza che ha del metafisico - un metafisico che, però, oramai è assolutamente avvalorato e dimostrato, anche scientificamente.

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L'autorità sul mio corpo

Quando si mira a questo genere di guarigione non si può più pensare di poter stare lì, passivi, come i pazienti dei vecchi tempi; non si può delegare il benessere del proprio corpo a un'altra persona - non è possibile, non funziona così.
Il medico ha delle competenze, certo, ma nessuno può avere più abilità di noi nell'ascoltare il nostro corpo, nel decodificarne i messaggi, nel sapere se una terapia sta funzionando oppure no, a quali pensieri ed emozioni si accompagna, se il medico è quello giusto per aiutarci a fare il salto, e via dicendo.

A mano a mano che si procede su questo cammino, per forza di cose ci si deve riappropriare della responsabilità e autorità indiscusse che ognuno di noi ha su di sé, e che ha il diritto di esercitare appieno.
I medici devono prospettare più alternative, perché ce ne sono sempre - raramente è solo una la via praticabile.
Solamente noi abbiamo il potere di decretare la decisione finale, perché dobbiamo optare per la strada che sentiamo come buona, perché dobbiamo anzitutto poter credere che la guarigione avverrà.
Senza questa credenza, infatti, di sicuro non avverrà; se ce l'ha anche il dottore ben venga, ma il tassello fondamentale restiamo sempre e solo noi - ricordiamocelo bene.

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Dentosofia: fino all'essenza

Mentre faccio questo percorso con la dentosofia mi vengono in mente spesso le espressioni che usiamo nel linguaggio popolare: andare all'osso, ridurre all'osso, dove all'osso fondamentalmente vuol dire all'essenziale.

Rifletto su come funzionano la meraviglia del corpo umano e della salute: da territori fatti di carne e liquidi, parti dure e parti molli, montagni e valli, ci giungono segnali, i sintomi - segnali che qualcosa nel nostro atteggiamento e comportamento non va, che è ora di cambiare.
Noi, più o meno consciamente, riceviamo il messaggio e ci mettiamo all'opera, a volte solo su uno o due livelli - es. alimentazione, terapie, etc. - altre volte su più piani, cioè agendo anche, ad esempio, su convinzioni e credenze.

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All'osso dei denti

I denti sono ossa, come il femore, l'ulna e le falangi.

Tutti i processi di trasformazione, in una certa misura, sono processi di guarigione: a seguito dei segnali - sintomi - noi ci attiviamo per cambiare; questo cambiamento ci traghetta verso un nuovo equilibrio, e nel passaggio dal vecchio al nuovo si liberano tossine.
Le tossine escono dal corpo - è questo fenomeno che noi chiamiamo malattia - e così avviene la guarigione.
La malattia, in altre parole, è la guarigione: una volta che le tossine sono fuori dal nostro corpo infatti noi ci sentiamo nuovi, vitali, rinati, soprattutto se non abbiamo preso medicinali di tipo allopatico.

Quando questo processo avviene a livello osseo - come nel caso dei denti - la parte di noi che si sta modificando è la struttura, l'essenza, lo scheletro che ci tiene in piedi.
Wow!
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Dentosofia, DNA & miracoli

Una storia falsa, invece, che si racconta a livello popolare, è che il DNA è immodificabile; si fa riferimento alle malattie e alle tendenze ereditarie, infatti, quando si intende indicare qualcosa a cui ci si deve rassegnare, che è così e non si può cambiare.
E' falso: il DNA si può modificare, eccome! Anche le sequenze di yoga portate avanti con regolarità per un certo numero di giorni - minimo 40, massimo 1000 - possono modificarlo, così come altri metodi altrettanto efficaci.

Non è forse un miracolo tutto ciò?
Il dialogo che va perennemente avanti tra la nostra anima e il nostro corpo.
Il processo della malattia che, in realtà, è proprio la guarigione in atto.
Le parti più superficiali del nostro corpo che sono connesse alla superficie della coscienza, e quelle più dure che sono collegate alla nostra struttura, all'essenza, a ciò che ci tiene in piedi.
Wow!
Non posso che fare Wow! A me meraviglia ogni santa volta che ci penso!

Ed è esattamente ciò che sento avvenire nel mio corpo e nella mia vita, in questo periodo di terapia con la dentosofia: una guarigione in corso; una profondissima modificazione in atto, non solo del mio corpo ma della mia intera genealogia; un miracolo che, però, ha luogo proprio qui, sul pianeta Terra.
Wow!

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Dentosofia e altre cure - 33 patti con la salute

Dentosofia e altre terapie: funzionano a patto che...

Spesso si tende a credere che esista qualcosa di miracoloso col potere di cancellare, con un colpo di spugna, ogni errore fatto per i decenni che ci lasciamo alle spalle. Inutile dirlo (?): non è così.
La salute e il benessere sono tra le mete più ardue da conquistare e non piovono dal cielo: ce le dobbiamo guadagnare con una serie di accorgimenti quotidiani di ordine fisico, mentale e spirituale.
Vediamone 33!

Dentosofia: patti col corpo

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Una terapia con la dentosofia produce dei risultati se...

1) Ti decidi una volta per tutte a mangiare bene, in base alla tua costituzione psico-fisica, e nella giusta quantità.
2) Ti organizzi la giornata in modo tale da poterlo fare.
3) Capisci una volta per tutte che un buon esercizio fisico quotidiano è fondamentale (non secondario) per il mantenimento dello stato di benessere.
4) Rivedi il tuo stile di vita in maniera tale da poterlo includere nella tua routine.
5) Curi la tua igiene dentale con costanza e attenzione.
6) Usi l'attivatore.
7) Ti abitui ad ascoltare e guardare il tuo corpo, captando i segnali che ti manda sulla tua condizione di salute.
8 ) Progressivamente, ti liberi della maggior parte delle abitudini tossiche che hai acquisito.
9) Eviti il più possibile le situazioni malsane (luoghi, persone, vacanze. etc.).
10) Sei disposto/a a riorganizzarti anche in funzione della tua salute e del tuo benessere.
11) Sei disposto/a a dedicare tempo ed energie al ripristino e al mantenimento dello stato raggiunto.

Dentosofia: patti con la mente

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La dentosofia ti serve se...

12) Ti assumi la piena responsabilità dell'insorgenza della/e tua/e malattia/e, e dunque il pieno potere di guarire.
13) Smetti di delegare i compiti a qualcun altro o a momenti diversi da quello presente, rimboccandoti le maniche e migliorando le tue abitudini.
14) Ti liberi delle relazioni tossiche, che inquinano anche il tuo organismo.
15) Accetti il fatto assolutamente reale che la salute viene prima di qualsiasi altra priorità.
16) Ti eserciti a mettere la salute prima del lavoro.
17) Ti eserciti a metterla prima del mantenimento di qualsiasi relazione.
18) Ti eserciti a mettere la salute prima del raggiungimento di qualunque obiettivo.
19) Ti immagini una vita reale nella completa salute, nel benessere più totale e del tutto libera dalla sofferenza.
20) Ti fai carico anche del peso delle tue emozioni, nel ripristino/mantenimento del tuo stato di salute.
21) Accetti di dover e poter migliorare sempre, nella tua intelligenza emotiva.
22) Ti alleni a ridimensionare notevolmente il peso della mente e della razionalità, per lasciare più spazio al corpo e al sentire.

Dentosofia: patti con l'anima

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La dentosofia ti aiuterà a guarire se...

23) Accetti il fatto che la malattia è arrivata per portarti un messaggio, e che questo messaggio è per il tuo bene.
24) Accogli la voce dell'anima, che attraverso la guarigione vuole recuperare un pezzo di se stessa.
25) Ti rassegni all'evidenza: malattia e guarigione sono la stessa identica cosa.
26) Accetti la natura umana in tutti i suoi limiti e modalità.
27) Accogli la realtà oggettiva di non avere il potere di controllare il corpo con la mente.
28) Ti rassegni al fatto che l'unico modo che la tua anima ha di esistere consiste nell'abitare il corpo fisico.
29) Aiuti la tua anima a fare pace col tuo corpo.
30) Aiuti anche il tuo corpo a fare pace con la tua anima.
31) Coltivi il tuo benessere spirituale nella quotidianità, esattamente come fai con quello materiale e psicologico.
32) A modo tuo, ti eserciti ad allineare e integrare tra loro le tre dimensioni: materiale, mentale e spirituale.
33) Ti poni ogni giorno l'obiettivo di guarire profondamente, e non solo superficialmente.

Dentosofia: sta funzionando!

Dentosofia: chi l'avrebbe detto?

Veramente nessuno! Nemmeno io stessa, prima di averne avuto le prove concrete!
Insomma, siamo onesti: se ne sentono di tutti i colori, a proposito di terapie alternative, cure al limite tra il new-age e la decenza, deliri naturopatici di gente che non si sa da dove venga né dove vada...
E la fiducia è una cosa seria, forse la più seria di tutte, nella vita: va guadagnata, non la si dà a destra e a manca senza discernere e valutare.
Ma quando i risultati arrivano bisogna avere l'intelligenza e l'umiltà di saperli riconoscere; e questo è ciò che sta accadendo a me.

In verità io non ero così cinica e chiusa; ero più sul curioso, possibilista e comunque decisamente delusa dall'odontoiatria tradizionale - questo sì. Mi ero detta "Beh, con tutto il nulla che sono riusciti a fare ben tre dentisti di seguito nell'arco di circa quindici anni, questa dottoressa un po' sopra le righe che potrà mai fare di peggio? Proviamo!".

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Naturalmente, essendo io una persona a modo, non mi son messa a condividere tutti i miei dubbi e indirizzi interiori con la dentista che avevo scelto: ho rispetto del lavoro altrui e so di essere perfettamente ignorante su come funziona l'odontoiatria.
Quando ti affidi a un medico funziona così: anche se sei ben disposto a imparare tutto ciò che devi per contribuire al processo di trasformazione, sai anche che ti dovrai far guidare. Sennò che facciamo? Colui che ignora che pretende di guidare? Non se ne esce più, non si arriva da nessuna parte, e che rapporto di fiducia è? Decade tutto: salute, relazione e possibilità di guarigione!
L'atteggiamento giusto è quasi tutto, nella vita.

Dentosofia e scienza: promesse e risultati

Poi - bisogna dirlo - molto sta anche all'onestà del medico: un vero scienziato sa bene che non può promettere determinati risultati; sa bene, anche quando non lo dice apertamente, che la guarigione dipende più dal paziente stesso che dalla sua arte, e così si limita a promettere che farà del suo meglio.
Giustamente.
Perché più di quello non può promettere, se è onesto.

L'ultima parola al preventivo: son scritte lì tutte le promesse, quelle vere, definitive. E quando ce le dimentichiamo, se ci confondiamo o perdiamo per strada, basta tornare lì - con qualsiasi professionista si abbia a che fare, dentista compreso.

A me la dentosofia aveva promesso alcune operazioni ben specifiche, responsabilmente; non risultati ben specifici.
Però, a conti fatti, i risultati stanno arrivando, e se ho capito bene sono parecchio al di là delle aspettative - per lo meno delle mie!
Durante l'ultima visita, la mia dentosofa ed io abbiamo appurato - con somma contentezza di sicuro da parte mia, che
- la mia bocca sta rispondendo bene e velocemente;
- gli spazi vuoti che c'erano tra i denti e le gengive, in cui si andavano ad annidare continuamente dei batteri che causavano infiammazioni, ascessi e dolori bestiali, sono sensibilmente ridotti;
- e, in buona sostanza, la mia parodontite sta guarendo!

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Dentosofia e dintorni

Naturalmente - questo ormai l'ho capito - non si tratta solo di denti e gengive, come ho ben raccontato nell'articolo della settimana scorsa sulla vita di coppia.
Ma, con mia somma meraviglia e grande incanto del mio cuore, anche su quel versante qualcosa sta davvero funzionando!

La fatidica frase della Dott.ssa Cambrea "Ho inserito l'informazione del ricevere amore; vediamo se riesci a distinguere l'uomo giusto, adesso": in pochi giorni qualche cambiamento sostanziale c'è stato, eccome!

1) Anzitutto, ho avuto diversi uomini in più con cui esercitarmi! Per distinguere l'uomo giusto bisognerà pur avere qualcuno tra cui... distinguere!
2) La mia percezione è nettamente diversa, e giorno dopo giorno! Sento che sta funzionando talmente tanto bene che mi è venuta addirittura più voglia di mettermi l'attivatore!
3) C'è una svolta in corso, e il mio intuito mi dice che le mie scelte relazionali potranno fare del bene anche ai miei denti, così come la guarigione dei miei denti può aiutarmi anche nella mia vita affettiva. Impressionante ma vero!

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E' un processo circolare: non c'è un inizio e una fine, non c'è una causa e un effetto, ma lo stato del corpo influisce anche sulle relazioni e le relazioni, a loro volta, influiscono sullo stato del corpo. E tutto questo, nel corso della terapia con la dentosofia, emerge con chiarezza disarmante.
Imparando a cavalcare questa onda strana eppure potente e reale, la vita può cambiare: denti, relazioni, tutto.

Dentosofia e vita di coppia

Dentosofia e relazioni di coppia

Voi direte "Che c'entra?".
E' un po' quello che forse pensano molte persone quando racconto loro ciò che mi dice la Dott.ssa Cambrea, ogni volta che vado a terapia da lei. Subito prima di innamorarsene e di pensare "Semmai avrò bisogno di un dentista, le chiederò il numero e andrò anch'io da lei".

La dentosofia è arrivata nella mia vita proprio quando ho cominciato a essere pronta per una trasformazione radicale, che nella mia storia ha molto a che fare con le relazioni d'amore e in particolar modo di coppia.
Dopo pochi mesi dall'inizio della terapia mi sono separata da mio marito, dopo sette anni insieme.
Poco prima, avevo ricominciato a provare verso il genere maschile un'attrazione sessuale che non sentivo più da tanto – sessualmente ero sveglia e attiva, ma gli uomini non mi attraevano più da un pezzo.
E dalla primavera di quest'anno, ho cominciato a percepire che quel qualcosa di profondamente diverso che sentivo in me già da tempo prendeva forma anche fuori di me, nella realtà esterna.

dentosofia-amore-coppia

Attivatore modificato: stimolare la capacità di ricevere amore

Sono sempre stata molto corteggiata, così come anch'io da sempre corteggio molto chi mi attrae.
Appena mi sono separata si sono riaperte tante danze. Io ero entusiasta, eccitata e curiosa di scoprire dove la vita mi avrebbe portata; ma allo stesso tempo mi rendevo conto di essere diventata assai più guardinga che in passato.
Spesso sembro molto disponibile, ma in realtà nel profondo della mia intimità lo sono molto meno.

I problemi che il mio parodonto manifesta (una genealogia incapace di godersi i piaceri della vita), i due denti che mi mancano (archetipi materni di femminilità) e i due canini (aggressività) rimasti da latte raccontano tante cose di me.
Nell'ultima terapia di dentosofia sono emersi due aspetti fondamentali della rivoluzione in corso:
1) il modo in cui la salute della mia bocca sta rispondendo alla cura ha del miracoloso!
2) La Dott.ssa Cambrea, a fine terapia, va a farmi la solita piccola modifica all'attivatore e poi mi dice "Ho inserito l'informazione del ricevere amore; vediamo se riesci a distinguere l'uomo giusto, adesso".

Wow!
Da quel giorno, effettivamente, qualcos'altro è cambiato.

Dentosofia, Incitement e l'amore

Ho incontrato per la prima volta la Dott.ssa Cambrea a un evento organizzato dal movimento Incitement Italy; entrambe siamo Inciters.
Lì le ho fatto la mia proposta, per la terapia con la dentosofia e per collaborare a un progetto di comunicazione di certi valori sociali in cui crediamo fermamente tutte e due.
Sia Incitement sia la dentosofia per me hanno moltissimo a che fare con l'amore.

Stamattina, dopo aver partecipato a un altro di questi eventi (l'Incitement Lab Veneto di ieri a Padova), mi sono svegliata insieme all'attivatore con dei sogni incredibilmente illuminanti negli occhi!
E una voce nella testa... una voce che mi spiegava la connessione delle mie emozioni ed esperienze degli ultimi mesi col mio percorso con la dentosofia.

dentosofia-coppia-amore

Ho realizzato che, anche se a qualcuno la fine di un matrimonio potrebbe sembrare un fallimento, io che non la sto vivendo così la leggo
- come un'emancipazione dai miei vecchi schemi relazionali, portandomi dietro i quali non avrei mai potuto essere pienamente felice – la mia vita sessuale me lo comunicava chiaramente;
- tutto sommato, sentirmi terribilmente attratta da tre fantastici uomini nell'arco di sette mesi per me è un immenso successo! Al di là di come stanno andando le relazioni con questi tre uomini, che comunque vanno anche molto bene!
- Al di là perché (l'ho realizzato proprio stamattina pensando alla terapia con la dentosofia) dai rapporti con questi tre uomini io sto ricevendo pezzi fondamentali di anima, di mondo e di vita: da uno, il primo da cui mi sono sentita attratta, sto ricevendo la connessione col cosiddetto mondo di sopra (testa, occhi, collo: chakra 7°, 6° e 5°); dal secondo, l'uomo di cui di fatto mi sono innamorata, sto ricevendo il mondo di mezzo (braccia e mani, cuore e pancia, chakra 3° e 4°), e dal terzo, che oggettivamente mi sta conquistando con lentezza ma con stupore, sto finalmente ricevendo il mondo di sotto (vagina, gambe e piedi: chakra 1° e 2°).
In altre parole, dalla primavera di quest'anno io ho ricominciato a ricevere amore.

Ho ancora tanta strada da fare, lo so bene; anche perché, per quanto bellissime, attualmente le relazioni che vivo con questi tre uomini sono solo pezzi parziali di ciò che sogno per la mia vita di coppia. Però sono passaggi necessari per arrivarci, e la terapia con la dentosofia mi sta dando l'opportunità di farli con coscienza, profondità e soprattutto rapidamente.
Mentre la mia intelligenza stamattina mi donava queste connessioni, mi sono imbattuta nel video di un'altra Dott.ssa, così pertinente, ricco e utile che non posso non condividerlo anche qui!
Buona domenica d'amore a tutti!





Dentosofia e inconscio

Dentosofia e inconscio: vari gradi di collaborazione?

Quando ho iniziato il mio percorso di guarigione con la dentosofia, la D.ssa Cambrea mi aveva avvisata: il mio inconscio avrebbe potuto non cooperare con la mia scelta consapevole. Avrebbe potuto boicottarla, per esempio facendomi sputare l'attivatore fuori dalla bocca mentre dormivo - quando bisognerebbe tenerlo dentro tutta la notte, fino alla mattina al risveglio.
La Dottoressa mi spiegò che a molte persone occorrono diverse settimane, prima di riuscire a tenere l'aggeggio gommoso in bocca per tutte le ore necessarie; mi suggeriva di stare serena nel caso fosse accaduto anche a me, perché sarebbe stato normale.

Onestamente non mi successe: dalla prima volta che misi l'attivatore in bocca, rimase lì fino alla mattina dopo.
Così scrissi a Maria Antonietta e le dissi "Il mio inconscio ed io abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto"!

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Inconscio: buono o cattivo?

Le nostre credenze e il nostro approccio intimo alla guarigione incidono in modo determinante sul tipo di processo che si avvia.
Nel mio caso, ad esempio, sono sicura al cento per cento del fatto che fu decisiva una mia convinzione in particolare: che l'inconscio è più saggio del conscio, e che ci porta sempre nella migliore direzione possibile per noi e per il nostro bene.
Non vivo conflitti tra la mia parte irrazionale e profonda, e quella volitiva della personalità per una ragione semplice ed estremamente pratica: la seconda si adegua alla prima e la serve.

L'inconscio ha in sé la saggezza della natura, millenni di storia ed evoluzione sul pianeta Terra, le memorie di triliardi di crisi e malattie attraversate e superate; che ne può sapere la consapevolezza di tutto ciò? Quasi niente, è ovvio.
La consapevolezza, nei confronti dell'inconscio, è come un arrogante giovincello davanti a un'anziana signora: non vale neppure la pena rispondergli, basta guardarlo con empatia e tenerezza e pensare come tutti i genitori "Crescerà".

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Guarigione profonda

Per guarire davvero, i denti e la bocca come qualsiasi altra zona del corpo - e soprattutto per evitare che la malattia si presenti di nuovo in mille forme diverse e per lunghi anni - dialogare con l'inconscio è fondamentale.
Ma non per dirgli
"Devi fare così",
"Bisogna andare per di là" o
"Vuoi smetterla di sabotarmi, per piacere?".

Al contrario, l'atteggiamento più favorevole alla guarigione prevede domande e affermazioni come
"Cosa stai cercando di comunicarmi esattamente?",
"Quale/i cambiamento/i devo realizzare per tornare in salute?",
"Mi dai un segnale chiaro, per favore, quando individuo la direzione giusta?".

L'inconscio è il nostro più grande Maestro; riconoscerne l'autorità, rispettarla sin nell'intimo e onorarla concretamente è il primo grande passo per tornare e restare in salute.

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Illustrazione di Dominique Signoret

Dentosofia, 3 motivi per sceglierla

Facciamola finita: se una persona sceglie di curarsi in modo naturale invece che chimico non è perchè è eccentrica o ignorante, ma perchè in base alle proprie conoscenze ed esperienze ha iniziato a credere che la medicina allopatica o non funzioni, o non funzioni altrettanto bene della medicina olistica.
E' una decisione, e in ogni decisione che prendiamo, stando da una parte, non stiamo dall'altra.

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Siamo onesti, dunque, e diciamo schiettamente le 3 più importanti ragioni per cui secondo noi è saggio curarsi i denti e le gengive con la dentosofia, invece che con le cure dentali allopatiche.

1) Perchè almeno ti doni quanto meno un'opportunità di guarire davvero

Purtroppo è così: la maggior parte dei medici, oggigiorno, sa tamponare bene ma guarire quasi zero. Inutile fingere che non sia vero, ormai lo sappiamo tutti, e ahimè, lo abbiamo imparato sulla nostra pelle!
Con la dentosofia, invece, attraverso la conoscenza e il sapiente uso delle leggi intrinseche alla natura, si vanno a stimolare le innate capacità di auto-guarigione insite nel nostro corpo; e se non è sicuro al cento per cento che guariremo, per lo meno non lo è allo zero per cento!

2) Perchè costa come una cura dentale classica

Molti credono in automatico che, scegliendo delle cure alternative, si spenda di più; ma questo non solo moltissime volte non è vero, spesso è vero l'esatto contrario!
Spessissimo, optare per la medicina naturale vuol dire dover investire molto denaro in meno per la propria guarigione, complessivamente, rispetto ad affidarsi ai sistemi allopatici!

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3) Fai un percorso che ti svela una miriade di cose interessantissime, mentre ti sistemi la bocca

Per esempio, l'ultima volta che sono andata dalla mia dentista Maria Antonietta Cambrea, lei mi ha finalmente fatto alcune confessioni importantissime per la mia guarigione.
La prima è questa: da un approfondito studio antropologico con un campione assai significativo, è emerso che, nel poter scegliere tra una moltitudine di possibili partners, gli uomini scelgono la donna col sorriso più ampio perchè rappresenta un'altrettanto ampia capacità di accogliere, nella vagina così come nel cuore; noi donne, invece, a quanto pare preferiamo quelli col sistema immunitario più forte - siamo in grado di riconoscerli tramite l'olfatto.
Li scegliamo perchè sappiamo che, di fronte a eventuali difficoltà, battaglie e pericoli, sapranno non solo sopravvivere ma anche restare forti per proteggere i nostri figli.

Poi mi fa
>>> L'uomo giusto per te, in base alla tua struttura dentale, deve essere alto e possente, con le spalle larghe, la mascella ben definita e possibilmente di più di quarant'anni; o al limite uno della tua età che nella vita ha avuto esperienze forti.
Vabbè, dai, per la salute che è così importante posso fare questo sacrificio, giusto?

Perchè accontentarsi di qualcuno che ti tratta come carne da macello e per di più mandandoti al macello lui stesso, quando puoi farti aiutare a guarire da un dottore vero, che sa curare, e che è consapevole che sotto la pelle dimora un'anima?

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Un giorno la dentista mi disse...

Era l'inizio della cura con la dentosofia, quando la dentista se ne uscì con un'interpretazione della mia situazione: a quanto pare, osservando i miei denti era chiaro che io sono una persona assolutamente decisa quando si tratta di lavoro, mentre lo sono molto meno se la scelta ha a che fare coi sentimenti.

Ora, a parte lo sconcerto dovuto al fatto di rendersi conto che una dentista che ti guarda in bocca può scoprire cose del genere; a parte la perplessita' del domandarsi "Ma scusa, allora siamo cosi' definiti e determinati? Non possiamo sempre decidere di imboccare qualsiasi strada vogliamo?"; a parte la curiosa circostanza che, di fatto, la dentista in questione ci aveva azzeccato di brutto con me.
Al di là di tutto questo, come si fa a cambiare, se lo si vuole, quando la propria realtà è arrivata addirittura a inscriversi nei denti?

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Genealogia, psiche e libertà

Non c'è niente da fare: se vuoi cambiare vestito è un conto, se vuoi cambiare casa o paese è già tutto un altro paio di maniche, ma se ad esempio vuoi cambiare partner, ti devi rendere conto del fatto che il libero arbitrio incide fino a un certo punto.

Già, perchè dietro a decisioni del genere, sotto all'attrazione che di fatto per qualcuno provi e per qualcun altro no, alle spalle di questo mix di impulsi, affetti, sentimenti, condizionamenti e idee, c'è un'intera genealogia al lavoro.
Secoli e secoli di abitudini, schemi, dinamiche e impronte che, alla fine, sono le tue radici; sono proprio quella parte da cui ti arriva il nutrimento, da sempre.

Anzi, nel caso delle relazioni di coppia sono due (non una sola) le genealogie che entrano in ballo: c'è anche quella dell'altro, con gli stessi irretimenti, blocchi e zone d'ombra che ci sono in tutte le discendenze.

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Denti e cambiamenti

I cambiamenti dei denti riflettono i cambiamenti della specie umana; quindi si tratta di mutazioni lente e profonde.
Per esempio, lo sapevi che nel tempo stiamo perdendo sempre di più i famosi denti del giudizio? Non li usiamo, non ci servono e la natura li fa decadere; è normale, funziona così.
Allo stesso modo, sempre più persone hanno i canini inclusi: di nuovo, la cultura è cambiata, li utilizziamo al minimo e loro se ne restano nell'astuccio della gengiva, tanto che escono a fare?

Però allora che facciamo?
Ci lasciamo andare completamente al grandioso mistero di tutto ciò, senza un ruolo, senza capirci niente, senza farci troppe domande e godendoci la vita per quello che è, oppure facciamo del nostro meglio per esercitare quella tanto preziosa fetta di auto-controllo che ci è stata data in dotazione?
Nel mio caso, ad esempio, mi rassegno al fatto che nei sentimenti e nelle relazioni di coppia tendo a essere passiva e poco decisa, o faccio del mio meglio per rafforzare la mia autostima affettiva e per affermare in modo assertivo i miei orientamenti, desideri e scelte?

Di fatto, quello che è successo è che, dopo pochi mesi che ho intrapreso la mia cura con la dentosofia, mio marito ed io abbiamo deciso di separarci; sarà che, agendo sui denti, ci ha pensato la natura stessa, finalmente, a indicarmi la strada giusta?
Non lo so; lascio aperta la questione.
Buon viaggio anche a te!

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Dentosofia: fatti una cultura

Oggi ti voglio segnalare tutti i migliori contenuti esistenti sulla dentosofia: libri, video, siti-web - tutti riferimenti utili e auspicabili, se stai intuendo che la dentosofia può essere la scelta giusta per te.

Io sono una grande fan dell'istinto e dell'intuito, come risorse grandiose per prendere le migliori decisioni per il nostro bene, ma anche l'aspetto razionale deve avere la sua parte per orientarci in modo lucido e consapevole.
Navigare nel web va bene, ascoltare le esperienze delle altre persone anche, ma qualche libro, video o approfondimento di vario genere non può fare altro che bene.

Ti ci metto direttamente anche i link, così se vuoi iniziare da subito sai dove andare.

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Libri sulla dentosofia

#1 "Denti e salute. Dalla salute della bocca alla salute del corpo", di Michel Montaud

#2 "Perché i figli della playstation hanno i denti storti", di Renzo Ovidi

#3 "La bocca della salute", di Francesco Santi

#4 "Cosa dicono i nostri denti", di Michel Montaud

#5 "La Dentosofia - vol.1: Le basi della dentosofia", di Maurizio Andorlini

Video sulla dentosofia

#1 "Dentosofia: la saggezza dei denti", webinar con Maria Antonietta Cambrea su Il Simposio della Consapevolezza

#2 Conferenza Dentosofia Dott. Santi (parte 1)

#3 Conferenza Dentosofia Dott. Santi (parte 2)

#4 Conferenza Dentosofia Dott. Santi (Parte 3)

#5 Conferenza Dentosofia Dott. Santi (Parte 4)

#6 Conferenza Dentosofia Dott. Santi (Parte 5)

#7 Conferenza Dentosofia Dott. Santi (Parte 6)

#8 Vergassola e la Dentosofia

Su YouTube ce n'è anche qualcun altro; basta navigare tra i suggerimenti di YouTube stesso per accedervi.

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Articoli e siti web sulla dentosofia

#1 "Dentosofia" su Macrolibrarsi, di Domenico Fontana

#2 "Dentosofia: alla ricerca dell'armonia", di Francesco Santi

#3 "La Dentosofia: Quando la cura dentistisca incontra la psicoterapia", di Rodrigue Mathieu

#4 "Dentosophie", di Jean-François Ardouin, Rodrigue Mathieu e Michel Montaud

#5 "La saggezza dei denti", di Ilaria Martina

#6 "La saggezza dei denti", di Chiara Dall'Anese

#7 "La saggezza dei denti", di Clara Scropetta e Francesco Santi

#8 "Denti e salute", di Luisa Valeria Sapia

#9 "Andare dal dentista per curare mente e corpo", di Renzo Ovidi e Francesco Santi

#10 Gli articoli del SISDOH | Dentosofia e non solo...

Problemi che puoi avere con la Dentosofia

Te li dico subito, così ti prepari e ti organizzi per tempo, mentalmente e materialmente.

#1 L'attivatore

Non è detto che tu riesca a mettertelo in tutti i modi e per tutto il tempo che il/la dentista ti dirà di fare.
Oggettivamente, non è facile: devi cambiare le tue abitudini, includere questo nuovo appuntamento quotidiano, se lavori in presenza di altre persone, naturalmente, non puoi girare con l'attivatore in bocca, e di notte, ahimè, non è detto che tu riesca a sopportarlo - la maggior parte delle persone se lo toglie mentre dorme, senza neanche accorgersene; passano delle settimane, talvolta anche dei mesi, prima di riuscire a tenerlo durante il sonno.

Sai che c'è, amico/a mio/a?
Fa parte del gioco, e tutto va sempre esattamente come deve andare.

Non crucciarti se non riesci a essere il/la bravo/a bambino/a perfetto/a che la mamma vorrebbe; prenditi cura di te, fai del tuo meglio e tutto andrà benone!
L'importante è non rinunciare a monte, ecco, questo mai perché si tratta della tua salute, che è l'unica ragione per cui sei qui, vivo/a e vegeto/a a leggere il mio bell'articolo e fare altre cento meravigliose cose.

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#2 L'emotività

Di solito, un periodo di cura con la Dentosofia coincide con una fase molto trasformativa della vita.
Non è che una cosa è causa dell'altra o viceversa - semmai, entrambe sono cause ed effetti di entrambe, ma non ci incastriamo; il punto è che avvengono insieme, contemporaneamente.
Le ossa sono la nostra struttura, le gengive sono ciò che la tiene insieme, converrai con me che si tratta di andare a intervenire su questioni molto... strutturali, ecco.

Ciò significa che quasi sicuramente quello della Dentosofia sarà un periodo emotivamente intenso, forse di cambiamenti radicali, oppure solo di profondo rinnovamento interiore.
In tutti i casi, tu preparati ad "attraversare la grande acqua", come dice l'oracolo cinese (Libro dei Mutamenti).

#3 La famiglia di origine

Come ti ho già raccontato in diversi articoli (in "Dentosofia: sapere di noi attraverso i denti", per esempio, o in "Dentosofia per il benessere della famiglia"), le cure dentali, soprattutto quelle affrontate alla maniera della Dentosofia, vanno a toccare moltissimi tasselli familiari.

Non è un male, tutt'altro: è una grande guarigione anche a livello sistemico, dell'intera struttura dell'albero genealogico!
Però, inevitabilmente, comporta una riorganizzazione globale degli equilibri.

Considera anche che, mentre tu che scegli la Dentosofia lo sai come funziona, e probabilmente la scegli anche per questo, tutti i tuoi parenti non ci capiscono un bel niente di ciò che tu e la mitica dentista state combinando, insieme.
Sii paziente, ma resta anche sempre fiducioso/a nel fatto che stai agendo a fin di bene e funzionerà, per te e per tutti.

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#4 La famiglia che hai creato tu

Di questa, non so perché, si tende a parlare meno, ma è altrettanto importante dell'altra.

A livello energetico, quando noi ci sposiamo e/o facciamo dei figli con qualcuno, spezziamo definitivamente il legame con la nostra famiglia di origine; certo, molte persone si impegnano particolarmente per tenere in vita qualcosa che deve morire, ma questa è un'altra storia. A livello naturale, quando tutto funziona a dovere, con un matrimonio e/o una procreazione il cordone ombelicale viene tagliato del tutto e si genera un nuovo sistema familiare.

Poi si può divorziare, certo, ma comunque ormai si è creato un nuovo sistema e non si torna più in quello precedente.
E' per questo che, nelle culture tradizionali, certamente più consapevoli di quelle contemporanee rispetto alle dinamiche profonde, il momento del matrimonio era ritenuto un rito di passaggio fondamentale, senza il quale non si poteva procedere oltre.
In realtà, lo è anche quello in cui si fanno dei figli senza sposarsi: a livello energetico hanno luogo processi molto simili, ma il punto adesso è che, quando interveniamo sulla nostra struttura dentale e gengivale, di sicuro si verificano delle sincronicità pazzesche aventi a che fare anche con la famiglia che abbiamo creato noi.

Il mio consiglio per te oggi, quindi, è il seguente: prendi il coraggio a due mani e buttati nella mitica grande acqua, perché anche se lì per lì può spaventarti, quello che ti attende è un viaggio stupendo, che donerà un significato, una luce e una rinascita immensi alla tua esistenza.

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3 consigli (fuori dal coro) per la salute dell'intestino a primavera

Abbiamo visto più volte, oramai, che la salute dei denti, delle gengive e in generale della bocca, è strettamente connessa a quella dell'intestino; il che vuol dire che, prendendoci adeguatamente cura del nostro benessere intestinale, aiuteremo a guarire anche le nostre parodontiti, carie e gengiviti.

Di seguito alcune informazioni importantissime e confermate da professionisti seri, che si occupano di curare dalle malattie, di insegnare l'alimentazione e di studiare il benessere in senso olistico - informazioni importantissime e confermate, ma che purtroppo non si trovano quasi da nessuna parte. Così eccole qua!

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La primavera è un periodo stressante, per l'intestino

Ogni stagione stimola il nostro sistema fisico, psichico ed energetico in un modo particolare e specifico, proprio solo di quella stagione; zoomando sulla primavera, possiamo rintracciare alcune stimolazioni chiare e innegabili:

- la primavera accende il fuoco;

- tutti ci sentiamo più carichi, vitali, entusiasti, desiderosi di goderci i piaceri della vita, a primavera, e quindi anche tendenti più al divertimento e al relax che all'efficienza e alla produttività - a meno che non facciamo un lavoro che adoriamo: in quel caso l'ondata di fuoco, vitalità e passione investe pure la sfera professionale e ce la godiamo anche lì.

- Tutto ciò che è latente in termini di annidamento di batteri da qualche parte, infiammazioni, irritazioni e così via, tende a venire a galla, in primavera; ecco perché l'arrivo di questa stagione, tradizionalmente, è collegato alle pulizie: perché anche per il corpo è un tempo di purificazione, di espulsione delle tossine.
In autunno ci si ammala spesso per effetto del freddo che arriva; in primavera, invece, ci si ammala di più per effetto del caldo: un'infiammazione, qualsiasi essa sia, è sempre un fuoco che si sprigiona, che da dentro dov'era accumulato, esce.

- La purificazione a cui il nostro corpo è sottoposto in primavera è un processo sano e benefico: è meglio assecondare le nostre esigenze fisiche profonde, altrimenti l'unico risultato che otteniamo è che, impedendo all'eccesso di calore di uscire, ce lo teniamo dentro, e lui col tempo aumenta e va in circolazione, creando problemi ben più gravi e pericolosi di quelli iniziali.

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Consigli pratici per il benessere intestinale a primavera

Detto ciò, ecco 3 suggerimenti pratici per aiutarti a espellere ciò che devi, e a lasciarti andare al flusso di purificazione tipicamente primaverile, onde poter sbocciare anche tu come un fiore:

1) Attenzione a non mangiare troppi cibi crudi
A primavera iniziano ad attrarci di più perché sono freschi e veloci da preparare; ma per chi ha calore nell'intestino, consumare troppo spesso cibi crudi non funziona, fa lavorare l'intestino molto di più di quel che deve quando ingeriamo cibi cotti, e così aumenta ulteriormente il calore, aggravando la situazione.
Ok le insalate, ma con moderazione.

2) Aiuta la pelle a traspirare
Se ti accorgi che iniziano ad irritartisi alcune parti del corpo o a spuntarti dei brufoli in faccia, mettiti dei vestiti morbidi e in tessuti naturali, ed evita di coprire il viso con troppo trucco (se sei una donna): la tua pelle deve poter respirare perché possa purificarsi, riconquistando salute e bellezza. Se glielo impedisci, il problema si aggrava e il brufolo o bruciore diventano solo più grandi, gravi e... brutti.

3) Bevi acqua bollita
La porti a ebollizione e poi te la bevi, calda, come se fosse un tè ma senza niente dentro. Molti credono che non sia buona, ma non è vero: è neutra, come dev'essere l'acqua, gradevolissima di sapore, e dona una sensazione assai piacevole nella pancia.
So che quando inizia a fare caldo ci viene voglia di bibite fresche, ma devi ricordarti che nelle nostre pance c'è una temperatura prossima ai 40°: ogni bibita fresca (anche quelle a temperatura ambiente) è un piccolo shock per l'intestino.
E lui che fa? Se gli causiamo uno shock da gelo, per difendersene, reagisce producendo un sacco di calore tutto insieme. Ma noi eravamo partiti da un eccesso di calore nell'intestino, ricordi? E così, per avere la fugacissima goduria di una bevanda fresca che ci attraversa la bocca, ci causiamo ancora più fuoco nell'intestino e poi stiamo male.
Non ne vale la pena, quanto meno non quotidianamente.
Invece, come insegnano le culture tradizionali, quando il calore è tanto bisogna bere bibite calde e mangiare peperoncino, per stimolare il corpo a espellere l'eccesso di fuoco: lui esce e non ci crea più pericoli nel corpo.

Felice primavera anche a te!

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Dentosofia e magia: i nuovi orizzonti della guarigione

Ormai lo stiamo capendo, finalmente, anche a livello collettivo e istituzionale: la guarigione non è e non potrà mai essere un processo meramente meccanico, fisico; essa include dimensioni interiori, psicologiche, spirituali e sociali che, per quanto tutti noi siamo terribilmente ignoranti in materia, ci appaiono come magia.
Già, perché alla fine la magia non è quella roba strana delle streghe, dell'inquisizione, degli alchimisti e dei... ops! dei guaritori, ma è soltanto quella forma di scienza che noi non siamo in grado di capire, di spiegare, né tanto meno di ripetere, e che così, cadendo nel regno di un ignoto che ci fa anche un po' paura, gli mettiamo l'etichetta di "magia" e ci giriamo dall'altra parte, convinti di essercene liberati una volta per tutte.
Invece non succede affatto; ce la ritroviamo che ci spunta fuori nelle occasioni più assurde - in un rapporto sessuale, durante un lutto, mentre facciamo un'operazione da un dottore o una mattina, guardandoci allo specchio.

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Magia: tassello fondamentale della guarigione

Non c'è niente da fare - e nel mio percorso di dentosofia lo sto scoprendo e riscoprendo ogni giorno: senza un pizzico di magia (che poi tanto pizzico non è) non avviene nessuna guarigione.
Non solo: assieme a ogni guarigione che si possa davvero definir tale, nella mia vita avvengono delle poderose magie, in sfere dove non me le sarei mai aspettate, per logica, eppure eccole là, a ricordarmi ancora una volta che tutto è connesso, che tutto è uno.

Sto sempre parlando di denti, bocca e dentosofia, per quanto possa sembrare incredibile è così: via via che mutano la forma e l'equilibrio dei miei denti e della mia bocca, nella mia vita succedono cose favolose che io so essere connesse al mio percorso di dentosofia.
Lo so perché conosco il mio universo simbolico, perché so su quali binari si muove la mia interiorità, ho individuato e riconosciuto i temi fondamentali di questa mia particolare guarigione e tutto torna, tutto è perfettamente coerente rispetto al puzzle generale e ogni elemento combacia con gli altri con una precisione e una grazia tali che... è perfetto!

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Magia: tassello fondamentale delle radici

Molte persone hanno un problema con la magia perché questa ricorda loro delle radici culturali che hanno fatto di tutto, nel corso degli anni, per recidere, ignorare, dimenticare e comunque negare. Radici contadine, a volte; radici nobili o borghesi con oscuri destini, altre volte.
Ho conosciuto un fiume di persone che, tra i loro antenati, potevano contare guaritrici, rabdomanti, sibille e medium di vari tipi; naturalmente c'è molta superstizione in tutto ciò, molto credere a un'illusione che certamente è un'illusione.
Ok, chiarissimo. Ma tanto quanto nella storia della Bibbia e dei Vangeli, e in quella del denaro - giusto?

Voglio dire: tutti sappiamo che le parabole e i personaggi religiosi sono delle grandi storie, non è così? E tutti sappiamo che quel dio che chiamiamo denaro, in verità, non è altro che un ammasso incredibile di carta straccia e metallo decorato. Non fa una piega.
Eppure tutti insieme abbiamo deciso di crederci, e la cosa funziona alla grande! Abbiamo creato un mondo e ogni giorno, sempre insieme, lo ricreiamo, lo confermiamo in alcuni aspetti e lo trasformiamo in altri.
Lo stesso accade con la realtà della magia, che non è affatto scomparsa né diminuita; ha solo mutato forma, elevandosi a nuove sfere. Lo stesso accade con le guaritrici, che tuttora esistono e che spesso vestono gli abiti del medico (come nel caso di Maria Antonietta Cambrea), ma altrettanto spesso hanno vesti che bisogna impegnarsi un po' di più per distinguere.
A volte, come ci insegna "Il Piccolo Principe", l'essenziale è invisibile agli occhi.

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Dentosofia: sapere di noi attraverso i denti

Durante il mio primo incontro con Maria Antonietta (la Dott.ssa Cambrea) mi rimase impressa questa storia: lei mi disse "I due denti che ti hanno tolto rappresentano due archetipi materni", e io pensai "Meno male! Con quanto è appiccicosa mia madre, meglio rinunciare a questi due, piuttosto che averla accollata a vita!".

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Ognuno di noi ha la sua storia, non ci sono degli accadimenti che per tutti rappresentano gli stessi significati.
Nel mio cammino individuale, la fragilità e l'incapacità di crescere di mia madre hanno significato tante cose per me - alcune positive, altre meno, altre ancora decisamente negative.
Ma al di là dell'intelligenza, delle scelte e delle interpretazioni soggettive, una cosa è certa: le cose si sono messe in maniera tale che io oggi non ho più due ben specifici archetipi materni. E siccome la natura è perfetta di un'intelligenza che noi non saremo mai in grado di capire e apprezzare abbastanza, nella mia storia era proprio questo il modo migliore in cui poteva andare.
Sta a me scoprire come e perché.

Leggi la tua bocca

Puoi iniziare a farlo comprando il manuale di Metamedicina di Claudia Rainville, o il "Grande Dizionario delle malattie e della guarigione" di Jacques Martel; oppure puoi partire direttamente con la dentosofia, optando per il classico di Marcel Montaud, "Cosa dicono i nostri denti".

L'importante è che cominci a scoprire
1) cosa c'è dietro, e sotto, quella gengivite, quella carie o quel dente mancante;
2) quale opportunità ti sta offrendo la vita, usando il tuo corpo come messaggero per annunciartela.

Tutto accade per una ragione, e sempre per il nostro bene; ma noi dobbiamo saperlo riconoscere, leggere, interpretare e soprattutto mettere a frutto.

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A cosa serve?

A diverse cose molto importanti, te ne elenco un po' qui così inizi a rifletterci e a meditarci su:

1) a guarire rapidamente: più sei veloce a interpretare i messaggi che il tuo corpo ti sta mandando, più potrai essere rapido anche nel processo che (comunque) dovrai attraversare;

2) a fare un magnifico viaggio, che è esattamente ciò che dà un senso alla nostra vita: le informazioni che arrivano dal profondo sono le più preziose in assoluto, quelle che più raccontano di noi e della nostra storia, riportandoci alla vera ragione per cui noi siamo qui, ora;

3) a fare pace col tuo corpo, che rappresenta molte altre cose, oltre alla salute: il tuo inconscio, la tua parte femminile, il rapporto con la natura e una larga fetta dell'autostima. Ristabilire un buon dialogo e un rapporto di alleanza (e non più di conflitto) col nostro corpo ci restituisce tantissimo di noi stessi e del senso profondo dell'esistenza.

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